La Moratti: "Fondi e poteri speciali. Ora contro l’illegalità non siamo più impotenti"

Il sindaco di Milano soddisfatta dell’accordo raggiunto con il Viminale: "Finalmente potremo difendere i cittadini da spaccio, occupazioni abusive, vandali e sesso per strada"

Milano - Un decreto e due articoli firmati dal ministro dell’Interno Roberto Maroni per dare ai sindaci più soldi e soprattutto più poteri per combattere degrado, droga e criminalità.

Letizia Moratti, adesso si dovrà chiamarla supersindaco?
«No, per carità. Assolutamente no».

Pensa che il suo ruolo da primo cittadino di Milano ora potrà essere più incisivo?
«Non solo il mio, ma quello di tutti i miei colleghi. Finalmente con questo decreto sono stabiliti chiaramente gli ambiti nei quali abbiamo effettivi poteri».

Per esempio?
«Si parla chiaramente di incolumità pubblica e sicurezza urbana».

Non è troppo generico?
«No. È giusto lasciare un ampio spettro nel quale poter operare. Ogni sindaco potrà valutare di che cosa abbia bisogno la sua città. In concreto».

Spunta anche un federalismo della sicurezza?
«Chi è più a contatto con una realtà, la conosce meglio. E sa di quali cure abbia bisogno».

Ci sono già state le ordinanze dei sindaci contro i lavavetri a Firenze, contro i clienti delle lucciole a Bologna, per il coprifuoco nei parchi a Novara, contro il burqa ad Azzano Decimo.
«Davanti al ministro ognuno ha già portato esempi diversi. Simili a questi».

Maroni vi chiede «proposte creative». Lei da dove comincerà?
«Dobbiamo contrastare, ma soprattutto prevenire, tutte quelle situazioni di degrado e isolamento che poi generano criminalità».

A partire da cosa?
«L’elenco è molto chiaro. Droga, sfruttamento della prostituzione, abusivismo commerciale, accattonaggio con minori o disabili, occupazione di stabili e alloggi, danneggiamento del patrimonio pubblico».

Per esempio i graffiti, una sua battaglia da sempre.
«Certo, ma non solo. E poi potremmo intervenire sulla violenza da abuso di alcol, danneggiamento del patrimonio pubblico e privato. E poi l’occupazione abusiva di immobili, l’intralcio alla pubblica viabilità, l’alterazione del decoro urbano».

Il maggior elemento di novità in questo decreto?
«Ce ne sono molti. Importantissimo il fatto che per la sicurezza urbana il governo metterà a disposizione delle città un fondo aggiuntivo di 100 milioni di euro. Per il 2009, ma rinnovabili in futuro».

Soldi da usare come?
«Magari in tecnologie o per le risorse umane».

Straordinari e nuovi agenti?
«Decideremo. C’è da ricordare che queste cifre si aggiungono a quelle già stanziate dal governo nel Patto per la sicurezza firmato dalle città. Sono fondi freschi. In più».

E poi?
«Il ministro Maroni ha accolto la richiesta dell’Anci di rivedere l’ordinamento della polizia locale».

Come a dire che i vigili saranno un po’ più poliziotti?
«Saranno messi in grado di assolvere alle loro nuove funzioni. Magari con un collegamento più stretto con le forze dell’ordine».

C’è altro?
«Importantissimo il capitolo droga. Il ministro Maroni è d’accordo nel porre una più chiara distinzione tra uso e spaccio degli stupefacenti. Uno strumento importante per punirne molto più efficacemente la diffusione».

Perché tanto accanimento?
«Perché la droga è un fenomeno gravissimo. Ed è all’origine della criminalità e quindi dell’insicurezza dei cittadini».

Il sindaco di Verona Flavio Tosi parla di svolta epocale.
«In pochissimo tempo grazie al governo Berlusconi abbiamo ottenuto quello che in anni di centrosinistra e di Prodi non era nemmeno stato abbozzato».

Sicura che siano interventi efficaci?
«Assolutamente sì. Danno la possibilità ai sindaci di intervenire e lavorare secondo le diverse specificità, affrontando finalmente i problemi reali. Puntando a risolverli».

A Milano da dove si comincia?
«Abbiamo davvero la possibilità di affrontare tutte le emergenze. Nessuna esclusa».

Intanto sono arrivati i militari. Da sinistra dicono che è solo uno spot pubblicitario.
«In Comune e io stessa stiamo ricevendo decine di mail, lettere, sms, telefonate di gente che esprime solo apprezzamento. Ricordo che i soldati, insieme alle forze dell’ordine, pattugliano di notte e soprattutto a piedi, non solo in auto. E così ora il presidio è molto più efficace. E più avvertito dai cittadini».

Si prosegue?
«Lunedì il contingente sarà al completo: 424 uomini dell’esercito impegnati in 14 zone critiche. Molte delle quali in periferia».

A sinistra si diceva che la sicurezza era uno spauracchio agitato dal centrodestra in campagna elettorale per vincere le elezioni.
«Non era così. E queste sono le risposte concrete e tempestive date dal governo Berlusconi a un problema molto sentito dai cittadini». Parola di supersindaco?