La Moratti intasca i fondi Expo ma sfida Roma: a Milano 575 milioni in 3 anni

Il sindaco ottiene i finanziamenti e sui tagli ai Comuni dice: "No ai soldi per la Capitale, squilibrato il sacrificio richiesto". Incontro con il premier a Palazzo Chigi: "L'esposizione è un progetto nazionale, Milano la ospita"

Arrivano i fondi per l’Expo. Nella manovra che anticipa la Finanziaria 2009, oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri a Roma, in un decreto collegato ci saranno anche 575 milioni di euro per un piano triennale di opere per l’Esposizione 2015. Nel 2009 dovrebbero arrivare i primi 30 milioni, poi 45 l’anno dopo e 500 nel 2011. Il pressing della Moratti era noto quando era ministro all’Istruzione e funziona anche da sindaco (questa volta col supporto del senatur Bossi). Lunedì ha riunito la giunta straordinariaper votare un documento che chiede al governo di stringere i tempi sui fondi Expo e allontanare lo spettro (dopo l’Ici) di ulteriori tagli ai Comuni virtuosi per ricoprire il «buco» lasciato da Veltroni nella capitale. A distanza di poche ore sono arrivate rassicurazioni da Roma. E ieri il sindaco ha incontrato a Palazzo Chigi il premier Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, presente anche il ministro Roberto Calderoli: «Abbiamo dato una concreta e rapida risposta alle richieste che arrivavano dalla Moratti e dal ministro Bossi». Nel Consiglio dei ministri oggi «ci saranno gli stanziamenti per l’Expo - annuncia soddisfatta la Moratti -. Non dubitavo che potessero arrivare, semplicemente non avevo notizie». Chiarimento che vuol chiudere le voci di zizzania con Tremonti. «Non ero preoccupata - assicura - ma non avevo notizie, che è anche normale visto che quando avevo sentito Tremonti era in partenza per il Giappone e mi aveva detto che avrebbe guardato il provvedimento appena rientrato, cosa che ha fatto». Ci tiene a ribadire che l’Expo non è una rassegna milanese, ma di tutto il Paese. Puntualizza che la visita degli ispettori del Bie prevista a luglio sarà fissata «quando arriverà la legge speciale e secondo gli impegni del governo, che incontreranno». E, dopo che il sindaco di Roma Gianni Alemanno in un’intervista al Giornale ha ammesso che «le risorse che servono per Roma non devono essere sottratte all’Expo di Milano», la Moratti precisa che «forse c’è un punto da chiarire: Expo non è Milano, ma Italia. Alemanno ha tutta la mia solidarietà per i problemi che purtroppo ha ereditato, ma mettere sullo stesso piano è improprio, perché Milano è la città ospitante, ma i fondi sono per un progetto nazionale». La distanza tra la capitale e la «locomotiva» del Nord - un deficit da 7 miliardi contro un bilancio in attivo per 155 milioni - ha tenuto banco ieri alla Conferenza Stato-Regioni, dove i Comuni hanno chiesto di non accollarsi il taglio da 1,5 miliardi prospettato da Tremonti: «Ai Comuni virtuosi, che erogano i servizi al cittadino, viene chiesto un sacrificio non in linea col contributo che danno al bilancio dello Stato, perchè sono in avanzo». «Non sono d’accordo - ha aggiunto - coi fondi per Roma. Ogni ente contribuisca responsabilmente alla manovra». Dopo l’incontro tecnico di ieri col ministro Fitto, oggi è riconvocato un tavolo politico Stato-Regioni, prima del Cdm. Il presidente della Provincia Filippo Penati è «sconcertato. Abbiamo chiesto al governo conferma o smentita delle notizie sull’ipotesi di cancellare 9 Province per decreto e non abbiamo avuto risposte. Non sappiamo se le eliminerà, creerà le città metropolitane o, come temo, è solo propaganda». Ieri il sindaco ha visto a Palazzo Marino il ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola, che assicura tempi brevi per l’avvio dell’Agenzia per l’innovazione e «piena collaborazione per Expo».