Moratti, gli interisti non vogliono Ronaldo «Neanche dipinto...»

«Sarebbe una minestra riscaldata: conserviamo il ricordo del grande passato»

Gian Piero Scevola

A quelli che ancora credono a Babbo Natale, alla Befana, ai folletti e a mago Merlino, vanno aggiunti i nostalgici che sperano di vedere di nuovo Ronaldo indossare la maglia nerazzurra. Ronaldo sì, Ronaldo no, la triste favola del «re ingrato» sembra essere diventata il nuovo tormentone natalizio. Altroché Massimo Boldi o Christian De Sica con il loro sbancabotteghini Natale a Miami, quello che oggi colpisce l’immaginario collettivo è il Fenomeno che si allena alla Pinetina agli ordini di Mancini o che fa esplodere il Meazza con uno dei gol che ne hanno creato la leggenda.
Già, ma chi, oltre all’ondivago Massimo Moratti, lo vorrebbe indietro dal Real? E qui casca l’asino perché nessuno, proprio nessuno tra le tante voci che si sono levate, ha accolto favorevolmente una simile ipotesi. Anzi. «È un déjà vu, trito e ritrito», afferma Giacomo in perfetta sintonia con Giovanni (Aldo invece glissa, a lui dell’Inter non importa nulla). «Ronaldo non ci serve più, basta pensare a come se n’è andato via. Teniamoci ben stretto invece Adriano, questo è uno da blindare e non fare scappare via mai».
«No, dai, non scherziamo, Ronaldo non può tornare», il parere di Paolo Bonolis. «Ricordiamo come se n’è andato via, ma con quale faccia si ripresenterebbe dal sottopassaggio di San Siro? I tifosi non dimenticano, chi ama l’Inter non può dimenticare. E poi, non si era offerto anche al Milan?». «Ma dai, è un bravo ragazzooooooo», gli fa eco Enzino Iacchetti, impegnato nelle prove del suo musical The producer. «Ronaldo? Certo che lo vorrei rivedere nell’Inter, ma in tribuna a battere le mani per i gol di Adriano. Il suo tempo l’ha già fatto e poi è un bravo ragazzooooo...».
Non è interista Gianfranco Funari, ma quando si tratta di un fatto di costume, il becco ce lo mette sempre: «Con tutte le cose importanti della vita, con tutte le cose brutte che ci sono, guerre e disastri ambientali, dobbiamo perdere tempo a parlare di Ronaldo. Ma che vada affan... pure lui, che je frega all’Inter di riprenderselo dopo che, andandosene, ha sbattuto la porta». Lapidario invece Enrico Bertolino, il comico che non si perde una partita casalinga dei nerazzurri: «Dico no alla minestra riscaldata. Teniamoci il ricordo del bel Ronaldo che ci ha fatto vincere la coppa Uefa e cancelliamo il suo ultimo anno e l’addio che grida vendetta. Ma indietro, no, non è proprio il caso di farlo ritornare e non capisco perché Moratti abbia cambiato idea». Contrario anche Gad Lerner: «Moratti tentenna, è un possibilista, ma il ritorno di Ronaldo sarebbe un inno alla nostra fin troppo generosa dabbenaggine, anche perché di lui non si sente proprio il bisogno in squadra».
Ma ci sarà pure qualcuno, magari un nostalgico di qualche Inter Club, qualche innamorato di Ronie che non si perdeva una sua partita, uno dei tanti tifosi che stazionavano ore davanti ai cancelli di Appiano Gentile per vederlo soltanto, senza neppure riuscire a parlargli. Magari una di quelle ragazzine che si perdevano e si struggevano nell’ansia di poterlo conoscere, toccare, strappargli un sorriso o chissà che altro. Ma da parte dei tifosi organizzati, quelli del Centro coordinamento tanto per intenderci, e non, silenzio assoluto. A spezzare questa situazione imbarazzante ci pensano gli ultrà della Curva Nord, quelli che hanno tanto amato Ronie e che poi l’hanno odiato per il modo nel quale li ha traditi, andandosene al Real Madrid come un ladro.
«Mai, mai più Ronaldo in nerazzurro, neanche dipinto», la voce ufficiale della Curva. «Se dovesse tornare, non lo faremo entrare a San Siro. E non riusciamo nemmeno a capire come a Moratti possa essere venuta una simile idea balzana, proprio lui che in più di una occasione aveva detto un forte e fermo no al ritorno di Ronaldo. Forse risente dell’euforia legata al momento favorevole in campionato o dell’atmosfera natalizia. Ronaldo è un ingrato e un irriconoscente, anche se è stato un grandissimo del calcio, ma una volta, non più ora».
Chi invece non si pronuncia è Enrico Mentana, uno abituato a commentare qualsiasi spiffero di casa Inter, ma questa volta non ha un’opinione: in fondo, conduce solo un programma sportivo domenicale. Pollice verso, dunque: Ronaldo può starsene tranquillamente a Madrid o in qualsiasi altro posto, ma non nella Milano nerazzurra. Nessuno lo vuole, salvo Moratti.