La Moratti lascia il Comune, Fini si fa avanti: vieni con noi

Non ci aveva creduto nessuno. «Resterò in consiglio comunale 5 anni, per spirito di servizio alla città e ai milanesi che mi hanno eletta». L’ex sindaco Letizia Moratti, a due settimane dalla sconfitta alle elezioni contro Giuliano Pisapia, aveva radunato nel terrazzo della sua residenza vista Duomo tutti gli eletti del centrodestra a Palazzo Marino. «Resterò al vostro fianco per fare opposizione a Pisapia». Era il 17 giugno. Ma dopo appena sette mesi i pronostici si sono rivelati esatti. Ieri le consigliera del gruppo misto Letizia Moratti ha inviato una lettera di dimissioni al presidente dell’aula Basilio Rizzo. «È per il rispetto che nutro per Milano e nei riguardi dell’importante lavoro che il Consiglio svolge nella quotidianità - scrive - che oggi mi trovo a comunicare una decisione sofferta ma lungamente ponderata».
In questi mesi continua, «ho intrapreso un’intensa attività nel sociale in una realtà che la mia famiglia segue da 30 anni». Priorità alla gestione di San Patrignano, su cui si è concentrata dopo l’allontanamento di Andrea Muccioli l’estate scorsa. «Un impegno - prosegue - che si è progressivamente accentuato e ha assorbito energie e tempo, tenendomi sempre più spesso lontana dal lavoro dell’aula. Ritengo pertanto opportuno rinunciare al mio incarico». Assicura che «ritornare ad essere un privato cittadino non significa rompere il patto con le migliaia di persone che mi hanno eletta. Anche se in modo diverso e indiretto continuerò a partecipare alla vita civile e politica della mia città - conclude - approfondendo i temi e le questioni importanti per essa e per il mio Paese». Da sindaco era criticata per le assenze dal consiglio, sui banchi dell’opposizione non ha perso la maglia nera, da giugno ad oggi aveva risposto all’appello solo 14 volte. E in aula i colleghi dell’opposizione non la vedevano da ottobre. Hanno continuato a leggere invece i rumors sull’avvicinamento della Moratti a Fli. Lei smentisce. Gianfranco Fini invece ieri ha ribadito di «aver parlato con lei qualche tempo fa, non è un mistero che da tempo aveva espresso perplessità sulla conduzione del Pdl in Lombardia. Nelle prossime settimane vedremo se, come mi auguro, vorrà continuare il suo impegno politico con noi».
L’ex sindaco ha comunicato ieri al telefono la sua decisione al coordinatore regionale del Pdl Mario Mantovani e ha chiamato Fabrizio De Pasquale, primo dei non eletti che prenderà il suo posto. Aveva fatto ricorso al Tar contro l’ultimo dei consiglieri Pdl eletti in Comune per una manciata di voti. Nove, secondo il Tar che ha confermato la regolarità del conteggio. Proprio due giorni fa.