Moratti meglio dello sceicco: Figo resta all’Inter

Ieri stranamente nessuna notizia da Riad o Gedda, neppure dall’hotel Burj-Al Arab o dal manager dell’Al Ittihad, Hamad Al Sanie. In silenzio perfino il presidente Mansour al-Balwi. Magari sono stati aggiornati sulla telefonata fra Massimo Moratti e Luis Figo, e sulle intenzioni ribadite dal numero uno di via Durini al giocatore: «Vorrei proprio che tu restassi - gli ha detto -, anzi la società è più che intenzionata a prolungarti il contratto di un altro anno, fino al 2008». Inutile dire che il portoghese è rimasto lusingato dalle parole di Moratti e se mai ci sia stata una reale intenzione di farsi ammaliare dai petrodollari, dopo la telefonata di ieri qualcosa ora vacilla nella testa dell’ex madridista. Resta il discorso relativo al suo utilizzo non esattamente a getto continuo, ma a 34 anni appena compiuti, sembra solo un santo dosaggio delle sue energie da parte di Mancini. Dall’Inter non si va via, gruppo folto eppure eventualemnte si compra, per esempio Leo Messi. Il giovane talento argentino del Barcellona non è sul mercato, non è utilizzabile in Champions league, ma fa tremendamente gola a Massimo Moratti. Nessuna strategia particolare, se il Barça vende, magari solo perché in difficoltà con gli ingaggi dei suoi fuoriclasse, l’Inter è presente. Il giocatore in questo momento ha un valore difficilmente calcolabile, si è addirittura parlato di 60-70 milioni più il cartellino di Adriano.
L’altra parte di Milano comunque è in grande fermento, mentre Clarence Seedorf realizza una doppietta e dà spettacolo a Rio de Janeiro nell’incontro di beneficenza organizzato da Zico (costo dell’ingresso allo stadio, un chilo di derrate alimentari), in via Turati si lavora per costruire il nuovo Milan.
Oddo, Iaquinta, Belletti, Grimi, Cassano, magari qualche colpo a sorpresa in Sudamerica, situazione molto fluida ovunque con poche certezze: «Di sicuro non abbiamo mai preso in considerazione alcuna trattativa per l’acquisto di Vincenzo Iaquinta - sbotta Ariedo Braida, visibilmente seccato dalle continue voci -. Mai trattato, mai incontrato». In realtà il Milan non ha intenzione di aprire un mercato sulle punte, questo sembra di capire, l’ipotesi Cassano è suggestiva e altrettanto impraticabile. Le priorità ora sono nel reparto difensivo, qui il Milan sta compiendo i maggiori sforzi e i nomi sono Massimo Oddo e Juliano Haus Belletti, con un contatto per capire se Mexes è trattabile. L’affare Oddo sembra veramente all’epilogo: la Lazio, e Delio Rossi in particolare, sono ormai rassegnati alla sua partenza. «Andremo avanti anche senza Massimo Oddo - ha dichiarato proprio ieri il tecnico biancoazzurro -. Ma mi auguro che lui riesca a rimanere in questa squadra. Credo che trattenere un giocatore che ha espresso la volontà di andarsene sia controproducente. Un tecnico deve pensare a portare avanti il progetto anche con giocatori meno conosciuti, ma che possano portare in alto il blasone, magari nel lungo periodo». La Lazio si starebbe tutelando con l’ingaggio del giovane difensore dell’Udinese Marco Motta, due milioni di euro per la sua comproprietà.
Il Milan comunque, forse solo come contromossa strategica, ha già pronta l’alternativa, è il trentenne brasiliano Belletti, esterno di destra del Barcellona in scadenza di contratto a giugno. L’accordo su un ipotetico rinnovo fino al 2009 non è stato raggiunto, il Milan lo aveva già trattato quando il nazionale brasiliano era al Villarreal, non può essere utilizzato in Champions ma può arrivare a parametro zero a giugno ed è in possesso di passaporto comunitario: «Con Oddo c’è la volontà da entrambe le parti - ha sottolineato Braida -, Belletti invece è più che un’alternativa, c’è stato un incontro e sembra ci sia la possibilità di averlo già a gennaio. Sergio Ramos invece è una bufala». Costruita ad arte dal procuratore del difensore, il fratello Renè, che sta trattando con il Real Madrid un ritocco dell’ingaggio. A proposito di passaporto, affinché si concluda l’ingaggio del giovanissimo difensore argentino Leandro Grimi, è necessario che sia valida tutta la documentazione sulle origini abruzzesi dei suoi nonni. Il Milan sta lavorando anche su questo fronte, in caso contrario Leandro torna in Argentina.