Moratti, messaggio a Benitez: "A Brema non voglio figuracce"

Ma il tecnico è tranquillo: «Abbiamo gli stessi obiettivi Recuperiamo gli infortunati e l’Inter tornerà a vincere»

Massì, forse l’Inter ha proprio bisogno di vivere nel terrore. Prima c’era Josè Mourinho al quale non sfuggiva un pelo di spazzola, adesso c’è una stagione agonizzante che si sta appropriando dei triplete avvilendoli. Poco prima che Benitez arrivasse in sala stampa a raccontare la trasferta di Brema, c’era la netta sensazione che non fosse in serissimo pericolo solo lo scudetto e il cammino in Champions, ma perfino il quarto posto in serie A. Terrore a palla. Il presidente ieri ha usato un giro di parole per esprimere la propria preoccupazione: «In Europa cerchiamo di non fare figure del cavolo». Lui ci tiene, Rafa forse meno e ha già anticipato che non ci sarà attenzione massima contro un Werder che comunque giri non entrerà neppure in Europa league, in Bundesliga viaggia a 21 punti dal Dortmund e pur avendo recuperato il bomber Pizarro non è certo di poterlo schierare. Perfino Moratti ha capito che aria tira: «Questi stanno pensando più al mondiale, e forse non solo loro».
Morale: Milito, Julio Cesar, Lucio e Maicon non convocati, Sneijder resta a casa per smaltire un affaticamento più mentale che fisico. Con Samuel Eto’o sono stati aggregati cinque Primavera; Thiago Motta e Pandev, soprattutto il macedone, sono due fantasmini, la difesa è elettrizzante, però giocherà la formazione migliore, parola di Rafa Benitez. Non è mancanza di fiducia, ma quando ha spiegato questo dettaglio, lo spagnolo ha dato ansia. Fa: «Gioca la squadra che ho a disposizione, con Moratti ho parlato prima dell’apertura del mercato e alla fine del mercato, lui conosce la situazione. Adesso ci parleremo a gennaio». Al madrileno non è andata giù la campagna acquisti del suo presidente e non è una novità, aspetta l’apertura del mercato invernale come una tardona il giorno delle nozze, si può comprendere, ma c’è un dettaglio che sfugge: era tutto programmato. Moratti ha intuito subito che via Mourinho avrebbe sofferto, punta dritto al mondiale per club e tiene tutti sul filo, qui rischia tutto il gruppo triplete, se qualcuno ancora non l’ha capito, si è già fatto tardi.
A giugno il presidente si è lasciato trasportare dai sentimenti, li ha tenuti tutti, compresi Milito e Maicon che avevano gran mercato, a giugno prossimo rivoluzione, troppi trentenni, gli ha fatto fare il giro di pista con le medaglie e si è messo la coscienza a posto, ma c’è un futuro abbacinante alle porte. Abbassare l’età media è uno dei must, Ranocchia arriverà anche se Preziosi vorrebbe mezza Primavera nerazzurra in cambio, Obi, Destro, Santon. Garreth Bale costa ma è un obiettivo, come Mammhadou Sacko, difensore centrale del Paris Saint Germain, vent’anni. In giro c’è tanta di quella roba che basta crederci. Il presente è il parigino Biabiany che ieri è sembrato fra i più tenaci: «Prima pensiamo al Werder, poi penseremo al mondiale». Sono momenti così, Moratti adesso soffre, e ieri si è lasciato andare: «Non siamo abituati a stare così indietro ma non è vero che in campionato abbiamo mollato. Abu Dhabi è un appuntamento bellissimo che ci siamo conquistati con merito e può darci una svolta». Può dargli l’Inter da dieci in pagella, così come l’ha battezzata lui se dovesse portare a casa l’ultima coppa rimasta. Benitez gli ha risposto a modo suo: «Io sotto esame? Mannò, torneranno tutti e quando saremo al completo recupereremo, io sono molto fiducioso. Io e il presidente abbiamo gli stessi obiettivi, a tutti e due piace vedere la propria squadra vincere». Gli interisti attendono che tornino tutti, nel frattempo terrore e gelo, ma a Brema non fa così freddo, basta coprirsi.