La Moratti in mezzo alla gente per capire i problemi della città

Il candidato della Cdl: «Per il programma mi servirà il contributo dei milanesi. La lista civica? Ci lavoriamo, non c’è fretta»

La gente che fa lo struscio in corso Vittorio Emanuele si ferma pensando che sia il solito imitatore della domenica. E invece è proprio Ignazio La Russa. Uno che quando ha il microfono in mano non lo lascia più. «Avvicinatevi al gazebo - strilla roco -, venite a compilare il questionario». Il banchetto è in piazza San Carlo. Uno dei tanti allestiti, nonostante il tempaccio, da Alleanza nazionale per raccogliere critiche e proposte dopo la pubblicazione dell’opuscolo con i Cento progetti di Letizia Moratti, candidato sindaco del centrodestra. Che arriva puntualissima, nonostante la mattina passata a Catania per la Conferenza programmatica dei ministri dell’Istruzione dell’Unione Europea. «Lì mi hanno chiesto di Milano, qui non mi chiedete di Catania», spiazza i giornalisti con un sorriso che smentisce ancora una volta la fama di algida lady di ferro. Mah, forse è come Jessica Rabbit («Io non sono cattiva, è che mi disegnano così»).
Improvviso arriva il complimento che non t’aspetti. «Signora - le si avvicina una donna -. Posso salutarla? Lei ha fatto tanto per la scuola dei miei nipotini». Anche la sua riforma, forse, l’hanno disegnata diversa da com’è. Ringrazia e i pendenti di corallo ondeggiano. Il sorriso si allarga se possibile ancor di più. «Oggi - riprende subito in pugno la situazione - comincia il mio giro per la città. Voglio vedere strade, piazze, quartieri e mercati per raccogliere suggerimenti e proposte. Ho voluto scegliere un metodo nuovo. Non partire con un progetto, ma con un confronto. E i frutti si sono visti. Dopo la prima fase i progetti non erano solo cento, ma più di tre volte tanti. Li abbiamo analizzati insieme a tutti i partiti della Casa delle libertà per scegliere quelli più condivisi». Alla fine sono rimasti cento. «Ma per il centounesimo c’è ancora tempo - assicura. Quello arriverà dai milanesi. Da dove comincerò il mio giro? Non lo saprete. Non voglio che venga scambiato per un tour elettorale con accompagnamento di giornalisti e telecamere. Desidero un contatto diretto con la città». Il via oggi sarà da Paolo Sarpi, la Chinatown milanese con la difficile convivenza tra le comunità, l’immigrazione clandestina, la merce contraffatta, i problemi della viabilità, i furgoncini che tormentano i residenti, le infiltrazioni della mafia cinese, ma anche la difficoltà di integrarsi dei cinesi per bene. Non è rimasto un segreto nemmeno l’appuntamento di domani al mercato di Papiniano. «Voglio andare in tutti i posti in cui i cittadini mi hanno segnalato delle criticità. Credo sia utile per capire se i nostri progetti sono in linea con le richieste dei milanesi. Poi, per far nascere il programma, unirò idee e progetti. La lista civica? Ci stiamo lavorando, ma non c’è urgenza. Sto facendo degli approfondimenti perché voglio essere sicura che rispecchi la società civile. Comunque sarà una lista del dialogo e del confronto, aperta al contributo di tutti. Questa città dev’essere capace non solo di creare benessere e sviluppo, ma anche di farsi carico dei problemi di tante persone che hanno bisogno di solidarietà. Le primarie del centrosinistra? Vorrei solo un avversario leale».
Maurizio Lupi, commissario di Forza Italia, la segue come un’ombra. «La Moratti - spiega - ha un programma molto concreto. Che affronta problemi di cui vorremmo discutere anche con il centrosinistra. Sicurezza, riqualificazione delle periferie, ambiente, smog, case per le giovani coppie». Ne passa proprio una che non ha ancora le idee ben chiare sulla genealogia familiare. «No, non è la sorella, è la cognata». Il Moratti più famoso a Milano nonostante tutto resta ancora il presidente dell’Inter.