La Moratti: "A Milano prove d’alleanza con Fini"

Il sindaco apre all’intesa con Fli e centristi cattolici: «Questa città
un laboratorio per unire». E sfida Albertini: «Non lo temo». Intanto
festeggia le firme raccolte per i referendum sull’ambiente: «Premiano la
nostra politica, favorirò la partecipazione». <a href="/milano/s/05-11-2010/articolo-id=484880-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Candidatura della Moratti</strong></a>, annuncio del premier per le primarie Pd? <a href="/a.pic1?ID=484878" target="_blank"><strong>Casini in pista col prefetto Serra</strong></a> ma sogna Albertini e balla con il Pdl

Aperta all’alleanza con Fini e l’Udc («mi auguro che Milano possa essere un laboratorio dove si costruisce e unisce, e non si divide, lavorerò per questo»). Soddisfatta per le 18.500 firme che i promotori dei cinque referendum per l’ambiente consegneranno questa mattina all’Ufficio elettorale per chiedere al sindaco di indire la consultazione, possibilmente accorpandola alle comunali («ne sono lieta, ci incoraggiano su politiche che la giunta ha già avviato, farò tutto il possibile per favorire la partecipazione»). E mentre Gabriele Albertini non perde occasione per punzecchiarla, Letizia Moratti assicura che non teme l’eventuale sfida con l’ex sindaco alle amministrative del 2011: «Assolutamente - ha ribadito ieri ai microfoni del Tg3 regionale - penso che più ampio sarà il confronto, meglio sarà per la città».
La Moratti è lanciata nella campagna elettorale. Mentre la situazione nazionale è in fibrillazione, nel capoluogo è pronta a stringere un «contratto separato» con i centristi di Casini (già in maggioranza a Milano, nonostante l’opposizione al governo) e con i finiani. «Mi ricandido - spiega - perché sono in sintonia con i valori di Pdl e Lega. Il mio percorso sia umano sia politico mi vede in sintonia anche con Udc e Fli, mi auguro che Palazzo Marino possa essere un laboratorio». Niente paura (almeno a parole) se i moderati opteranno invece per la candidatura di Albertini, «non lo temo e credo che un sindaco si debba misurare sui risultati ottenuti. Ho fatto un lavoro importante che sottoporrò al giudizio dei milanesi, che sono molto pratici».
Una mano tesa al comitato promotore dei referendum per l’ambiente - l’ex assessore alla Mobilità Edoardo Croci, il radicale Marco Cappato, il verde Enrico Fedrighini - che oggi partiranno alle 11 da Palazzo Marino con una ciclo-carovana (bici del bike sharing) per consegnare i pacchi con le 18.500 firme all’ufficio di via Messina. Per una partecipazione più ampia possibile, Croci si è appellato al sindaco perché la data del voto sia a ridosso delle comunali (papabile il sabato elettorale, così anche i costi sarebbero a carico del Ministero dell’Interno invece che dell’amministrazione) e partecipi alla campagna di comunicazione. Dalla Moratti «massima disponibilità». Del resto, l’esito della raccolta firme «è una grande soddisfazione e ci incoraggia sulle politiche che abbiamo già avviato». Cita i temi oggetto dei quesiti: «Per quanto riguarda il potenziamento dei mezzi, le politiche del Comune si sono rafforzate negli ultimi anni e proseguiamo su questa strada, lo stesso per l’ampliamento di zone a traffico limitato, che non necessariamente significa l’ampliamento di Ecopass. Per il teleriscaldamento ricordo il grande piano partito 3 anni fa e che vede più di 250mila famiglie con questo sistema». Capitolo verde: «Abbiamo 2 milioni di metri quadri in più e nel Pgt sarà più che raddoppiato, anche l’Expo lascerà un grande parco». L’accorpamento alle elezioni «dipende dal consiglio e non da me» ma «farò il possibile per favorire il referendum e al minor costo per i milanesi». Croci è «lieto per le parole della Moratti, le chiederemo un incontro per concordare insieme le modalità per garantire al meglio informazione e partecipazione».