Moratti: «Nessuna questione morale nel Pdl»

Inaugura il nuovo centro civico a Ponte Lambro con un giro di mazurka. Gemelli azzurri, jeans e stivali scamosciati neri, il sindaco in versione casual concede un ballo a un anziano del quartiere per festeggiare la ristrutturazione del centro di aggregazione multifunzionale di via Parea, parte del contratto di quartiere Ponte Lambro del marzo 2005. Finita la festa, il sorriso si spegne e il pensiero vola a quell’ombra calata su Palazzo Marino giovedì con l’arresto di Milko Pennisi, mentre intascava la seconda tranche di una tangente da 10mila euro chiesta a un imprenditore per sbloccare una pratica edilizia. Dopo le parole del coordinatore regionale del Pdl Guido Podestà, che aveva annunciato l’intenzione di sospenderlo dal partito, ieri l’ex presidente della commissione Urbanistica ha annunciato la decisione di autosospendersi dal gruppo consiliare del Pdl. «Ci sembra la soluzione più corretta in questo momento», ha spiegato il suo legale Antonio Bana che lo ha trovato «frastornato» per quanto accaduto.
Nel frattempo il sindaco si interroga sulle dimissioni, ancora non rassegnate, di Pennisi da consigliere comunale e dal cda del centro congressi Stelline: «Ho chiesto due volte ai suoi legali - ha ripetuto ieri Letizia Moratti - che Pennisi si dimettesse da tutte le cariche che ricopre in Comune e da tutti gli enti comunali. Al momento però non ho avuto notizie».
Un caso isolato? Sul palazzo aleggia il sospetto che siano più di una le persone coinvolte. «La magistratura deve fare tutte le indagini e quello che uscirà dovrà essere accertato con la cura che sono certa la magistratura metterà. Io credo - continua il sindaco - che in questa fase non sia corretto dare interpretazioni per serietà e correttezza nei confronti del lavoro che la magistratura fa. Il comunicato della giunta si basa sul massimo rigore e sulla massima trasparenza. Noi siamo qui per servire i cittadini, nel rispetto degli interessi legittimi dei cittadini. Questo è l’obiettivo che sindaco e giunta devono avere e anche il consiglio».
Il sindaco non ci sta a sentire equiparata la sua Milano a quella di diciotto anni fa, finita sotto i riflettori per lo scandalo di Tangentopoli. «Speriamo che sia gesto isolato. Io credo che la realtà di Milano sia quella di una città che applica le leggi con rigore. Ogni similitudine - ribadisce - è da scartare, sono momenti e ambienti diversi. C’è anche vita sociale ed economica diversa da allora. Mi sembra molto riduttivo cogliere questi aspetti di similitudine».
E mentre politici dei vari schieramenti lanciano strali, sollevando la questione morale nel partito, la Moratti estende il discorso all’intera società: «La questione morale non è nel Pdl, c’è nella nostra società, c’è in Italia come negli altri Paesi. È una questione che attiene a una cultura nella quale si premia il consumismo, si premiano i miti legati al denaro, al successo, alla bellezza e non altre cose. È una cultura che è da cambiare».