Moratti: niente drammi, siamo l’Inter E la Roma teme un altro «aiutone»

Il numero uno nerazzurro: «Prima o poi la sconfitta doveva arrivare». Ma preoccupano gli infortuni a catena, mentre Totti viene deferito per le accuse a Rosetti

«È stata una sconfitta abbastanza normale, giusta, e d’altro canto dopo un anno senza macchia non starei qui a farne un dramma».
Papà Moratti ha ragione, non è un dramma, ma la sconfitta nell’inferno del San Paolo ha prodotto qualche variante sul tema, tanto che Eurobet ha riaperto subito le quote per la vincente del campionato. E questo è un segnale che fa impennare l’ambiente, da Imbersago a via Durini, unito a un momento di generale insofferenza. Stress mentale dopo due anni in vetta dice Moratti, possibile, per fortuna il presidente non ha perso il gusto di un respiro più ampio: «Dopo la sconfitta di Napoli ho letto di tutto, e mi è sembrato che in molti fossero abbastanza contenti di questa situazione. In mezzo però c’è anche un periodo di stanchezza nel quale ci sono stati alcuni infortuni notevoli, ai quali, comunque, non vogliamo aggrapparci». L’ultimo è di Cristian Chivu detto Swarovski per una certa predisposizione a finire in pezzi, lussazione alla spalla, guaio vecchio e datato che prima o poi dovrà essere risolto chirurgicamente. Intanto anche per lui è già iniziata la rincorsa a Inter-Liverpool dell’11 marzo. L’ambiente peraltro è molto fiducioso sul suo recupero, il diciottesimo che veda coinvolto un giocatore dell’Inter in questa stagione, tralasciando quelli di Julio Cesar e di Suazo che proprio durante la preparazione invernale in Dubai, scontrandosi con il difensore Ogararu dell’Ajax, ha sentito una fitta al retto femorale destro che lo ha tenuto lontano alla ripresa del campionato. Dubai per preparare l’Inter al meglio nei mesi di aprile e maggio, intanto cyclette, sedute differenziate, potenziamento specifico, terapie a sostegno e corse sulla sabbia, l’infermeria nerazzurra non è mai riuscita a svuotarsi avvalorando le uscite di Mancini. Lui dice che spesso le diagnosi dei medici sono sbagliate in eccesso, in realtà tocca ferro e si augura che la sua sia una buona intuizione. Anche se lui li mette in campo in anticipo per il loro bene e questi sono i primi a screditarlo. Figo è un su e giù che mette malinconia, Vieira cresce e avanza ma si trascina i glutei per il campo, Stankovic è stato giudicato impresentabile, Materazzi al San Paolo ha evitato palesemente di contrastare il passo e le accelerazioni di Lavezzi. Tutta gente al rientro da infortuni più o meno gravi che con il Liverpool fra sette giorni serve maledettamente al meglio, Materazzi a parte in quanto squalificato. La difesa è un buco nero dopo la stagione finita di Cordoba e Samuel, l’ultimo infortunio di Chivu e l’incertezza legata al rientro di Maxwell stanno definendo in Burdisso e Rivas la coppia centrale di Champions. Con il dovuto rispetto, non era esattamente questo il progetto per un ritorno di ottavo. Poi ci sarebbe da approfondire il caso Ibra che dopo aver appreso dai medici di avere un buco nel tendine rotuleo era molto su di giri. Per Mancini è solo un po’ di infiammazione e lo terrà a riposo fino all’ultimo, ma anche questa storia non è chiara, inquieta e sembra dire che se non ci fossero stati di mezzo gli europei, a Ibra un lettino in sala chirurgica non glielo toglieva nessuno. Intanto Totti è stato deferito per le sue dichiarazioni sugli «aiutoni» all’Inter e ne dovrà rispondere davanti alla giustizia sportiva, insomma se sai qualcosa dillo, gli hanno fatto sapere. La Roma trema, ma probabilmente finirà con una multa.