La Moratti: "Non cancellate l’Expo, è un volano per crisi e terremoto"

L’opposizione chiede le dimissioni di Stanca da onorevole e della
Bracco dalla Soge Il sindaco: «Dal presidente 10 milioni per la città,
se questo è conflitto di interessi...». Il primo cittadino sul dopo esposizione «Sul futuro della sede consulteremo i cittadini»

«Non credo che la risposta sia non fare l’Expo». Le voci allarmate di un addio al 2015, o di un suo drastico ridimensionamento, continuano a circolare. E Letizia Moratti fa una specie di difesa preventiva della sua creatura da chi pensa di destinare i fondi a emergenze legate alla crisi economica e al drammatico terremoto in Abruzzo. Il sindaco invita piuttosto a ripensare l’Expo: «Lo scenario è profondamente cambiato rispetto a un anno fa e serve una riflessione rispetto al ruolo. Può diventare un catalizzatore di risorse, un volano per accelerare il rilancio del Paese e la ricostruzione dell’Abruzzo».
La Moratti approfondisce fuori dall’aula i concetti illustrati durante la seduta del consiglio comunale dedicato proprio ai temi dell’Expo. Il sindaco risponde anche sul rischio di tagli ai fondi per l’esposizione universale del 2015: «La mia preoccupazione è creare sviluppo e occupazione per la mia città e per il Paese. Rallentare Milano significa rallentare l’economia dei Paesi». Parla anche delle polemiche che riguardano le aree e la partecipazione dei privati all’evento, in particolare dei terreni della Fiera e del gruppo Cabassi su cui sorgerà il sito: «Senza di loro non saremmo stati in grado di presentare una proposta nel dossier di candidatura». Ai privati sarà concessa l’edificabilità delle aree messe a disposizione? «Sono accordi pubblici e i privati contribuiranno in base a bandi europei».
In aula è in arrivo un ordine del giorno dell’opposizione che chiede le dimissioni di Lucio Stanca da parlamentare e l’uscita di Diana Bracco dalla Soge per presunti conflitti d’interesse che riguardano aree legate all’Expo. La Moratti difende la Bracco contrattaccando: «La dottoressa Bracco ha contribuito personalmente a costruire la Fondazione Amici dell’Expo, mettendo a disposizione della città e di Expo gratuitamente dieci milioni di euro. Non credo che dieci milioni gratis siano un conflitto d’interessi».
Si discute anche di ciò che resterà dell’Expo e dell’uso che verrà fatto del sito quando i sei mesi di manifestazioni saranno conclusi. «Vogliamo ascoltare la voce dei milanesi attraverso una consultazione» conferma ai consiglieri. La Città del Gusto? La Moratti esclude che una decisione sia già stata presa: «Saranno valutate diverse opzioni per il progetto e la soluzione finale sarà decisa insieme agli altri componenti della società Expo. Anche la tematica ambientale è estremamente importante».
Durante la seduta l’opposizione è andata all’attacco anche sui contratti ai dirigenti a causa dei quali il sindaco è stata condannata dalla Corte dei conti. Basilio Rizzo, della Lista Fo, ha chiesto di invertire l’ordine dei lavori per avere una risposta della Moratti sul tema: «Il silenzio è disprezzo verso i cittadini e l’istituzione». Sulla stessa linea anche il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, che ha poi insistito sui modi migliori per scegliere la destinazione finale del sito: «L’Expo si è trasformata in una torta da spartire. Non serve un minireferendum con i gazebo, ma un confronto istituzionale con la città». A difendere il sindaco è il capogruppo azzurro Giulio Gallera: «No alle strumentalizzazioni dell’opposizione».