Moratti «Non esistono solo i diritti,

Da ministro dell’Istruzione del governo Berlusconi fece il pieno di contestazioni. Ma andò avanti sulla strada della riforma senza sbandamenti.
Ora che è alla guida della città dove in questi giorni si concentrano le proteste più calde contro la riforma Gelmini, il sindaco di Milano Letizia Moratti non ha problemi a difendere a spada tratta la sua «erede» al governo. E boccia, senza citarli, il fronte del «no» e quella sinistra che fomenta la piazza. «Troppo spesso, e purtroppo a danno dei giovani - ammette il sindaco - si fa passare il concetto che è tutto dovuto e ci sono solo diritti e non doveri. Così non si va lontano».
La Moratti difende il concetto di meritocrazia, no ai «fannulloni» anche tra le aule e in cattedra. Riguardo alle contestazioni e le lezioni all’aperto andate in onda anche ieri in piazza Duomo, ribadisce che «in questo modo non si aiutano i ragazzi a trovare il loro percorso di vita, costruito intorno a responsabilità, motivazioni, competenze che servono poi per la vita sociale e professionale».
È convinta che senza una svolta nel mondo della scuola e dell’università, che faccia del merito «un pilastro» l’Italia rischia di restare ancora una volta indietro. «Il nostro Paese - ammette preoccupato l’ex ministro - sta perdendo di competitività in maniera drammatica». E dare risultati e premi in termini di merito, ci tiene a precisare, «non significa lasciare indietro chi ha bisogno di essere sostenuto, ma non bisogna nemmeno creare un appiattimento che nuoce a tutti e non fa bene a nessuno».