Moratti, omaggio a Risi: «Gli dedicheremo una via»

(...) ricevuto l’ultimo riconoscimento della sua carriera mercoledì scorso a Castelvolturno, in provincia di Caserta: l’inaugurazione del Festival cinematografico Fil.mare era stata coronata dalla consegna del premio Domiziano.
«Attraverso la macchina da presa - è il commento del presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni - ha catturato lo stato d’animo di un Paese desideroso di ricostruirsi e di ripartire dopo la guerra. Quando Dino Risi iniziò a dedicarsi al cinema, Milano, con le sue vie, i suoi tram e il suo paesaggio, fu la sua prima ambientazione, la culla che ha visto germogliare il suo genio creativo».
«Dino Risi era l’uomo più spiritoso e intelligente del cinema italiano ed era il solo a rendersi conto e a ridicolizzare il finto impegno della sinistra, sempre disponibile a sostenere le posizioni più retoriche», il ricordo dell’ex assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi che proprio l’anno scorso l’aveva accompagnato a visitare le mostre allestite per la Bella Estate a palazzo Reale. Il maestro, infatti, insieme a Mario Monicelli, era in città per la rassegna «la Bella Estate del cinema» organizzata all’Apollo spazio cinema, dal Comune, durante la quale era stato proiettato Una vita difficile di Risi.
«In origine - aggiunge Sgarbi - era un cattivo capace di acuti di pura intelligenza. Ne ricordo due, “il papa deve essere visto da lontano” e l’altra “quando vedo un film di Moretti mi viene da dirgli Nanni spostati e lasciami vedere il film”. Lo abbiamo celebrato a Milano in una giornata memorabile in cui, tra le altre cose, ha rappresentato la sua visione del mondo femminile senza preoccupazione di rivelare i buoni sentimenti, bensì le cattive intenzioni del mestiere del regista».
Il rapporto del maestro con Milano, quindi, si chiude come un cerchio: da Milano, sua città natale, era partito nel 1916 e a Milano, nel 2008, si chiude, con l’intitolazione di una via.