Moratti ora difende Mourinho da Mancini

Il primato è perso per l'Inter, il presidente però predica pazienza: "Paragoni con Roberto? Josè farà come lui, forse meglio". Cruz e Adriano? "Il tecnico decide per rafforzare il gruppo"

Milano - Inter: è finita l'era del papà buono, adesso comanda Mou. Inutile andare dal presidente a piangere, inutile chiedere permessi o soluzioni personali, tutti uguali davanti al portoghese: «Non sono preoccupato per la gestione dei casi Adriano e Cruz - ha dichiarato Moratti ieri mattina davanti agli uffici della Saras -. Gli atteggiamenti di Mourinho sono dovuti alla volontà di mantenere la disciplina. Io ho un buon rapporto con tutti i miei giocatori e sono affezionato ad ognuno di loro. Quindi non ci sono preferenze, neanche con Cruz. E il tecnico tiene tutti nella stessa considerazione. Siamo partiti così e siamo sempre stati d'accordo: l'obiettivo di rafforzare il gruppo. Tutto è indirizzato al positivo», ha ripetuto il presidente che non si è detto preoccupato neppure per lo zero a zero di Firenze: «Avevo già detto che mi aspettavo un periodo di alti e bassi perchè l'allenatore sta cercando una sua formula. E quindi la prestazione della squadra a seconda della giornata e della partita può non essere dello stesso livello. Direi che quella con la Fiorentina è stata una gara non bellissima, non siamo in un momento eccezionale. Il confronto con Mancini? È complicato come ragionamento. Ogni società ha la sua storia e nella sua storia ci sono tante cose che possono capitare, mi sembra che abbiamo scelto bene sia con Mancini sia con Mourinho. Spero che Mourinho ottenga risultati identici o addirittura migliori di quelli che ha ottenuto Mancini. E non sono neppure infastidito dal confronto con la passata stagione che dopo nove giornate ci vedeva in testa in classifica con 21 punti. Io credo che questo debba invece incentivare Mourinho a far meglio. Ogni campionato ha la sua storia. Noi abbiamo cambiato delle cose per cui non posso pretendere di vedere la stessa esperienza che vedevo in chi aveva la squadra in mano da tempo».

 

Un presidente molto sereno in un'analisi che non fa una grinza: dopo due mesi non posso fare confronti fra un nuovo allenatore e un altro che ha lavorato qui quattro anni. Ma quello che più colpisce e la completa fiducia nei metodi scelti da Mourinho nella gestione del gruppo, al punto da non interferire in qualunque decisione: «Non do nessun giudizio sulla vicenda Adriano - ha ribadito Moratti -. Sappiamo che di base Adriano è un bravissimo ragazzo, l'importate che tenga dritto il timone per andare nella direzione giusta. Non credo che abbia chiesto di essere ceduto in prestito a gennaio».

Una carezza assieme a un consiglio: figlio mio, matura e veditela da uomo a uomo con Mourinho. Il presidente è come se si sentisse sollevato, è convinto che la sua Inter abbia un potenziale in grado di risolvere tutto, deve solo aspettare. Deve trovare la pazienza di vedere il suo progetto compiersi: un'Inter che marcia da sola, senza la sua mano buona che calma e sistema tutto. Adrano, Cruz, Balotelli e Crespo sono dei problemi, Mourinho si è fatto carico di risolverli e Moratti si fida. A Firenze la linea dura non ha funzionato benissimo, ma è troppo presto, occorre anche vivere di coerenza, prima il buonismo aveva fatto diventare la squadra una specie di barzelletta d'Italia.

Ieri Adriano e Cruz erano allineati ad Appiano, nessun ritardo, nessuna polemica, allenamento e basta. Il brasiliano anche con qualche sorriso, l'argentino in palestra per un problema al ginocchio ma è rimasto anche nel pomeriggio a lavorare. Questi sono segnali: è finita un'epoca.