La Moratti: «Patto tradito» E chiede aiuto a Napolitano

da Milano

Li definisce «buonisti» e «populisti». Lady Letizia Moratti, il sindaco di Milano promotore della fiaccolata che lo scorso 26 marzo trascinò in piazza oltre cinquantamila persone dietro allo striscione «Milano chiede sicurezza», questa volta non usa mezzi termini. Boccia il «pacco» - più che un pacchetto - sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri e rivolge un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, perché «tutte le istituzioni si facciano carico del crescente bisogno di sicurezza e giustizia degli italiani, specialmente per tutelare i più deboli». Un intervento autorevole, quello del capo dello Stato, che a questo punto «è necessario - sostiene la Moratti - affinché si diano ai cittadini risposte efficaci in tempi rapidi e certi».
Il governo Prodi ha tradito i patti. Proponendo, come ha fatto ieri, cinque disegni di legge «il cui iter parlamentare - sottolinea il sindaco - si prospetta incerto e dilazionato», il Consiglio dei ministri «ha scelto la strada che spezza l’unitarietà dei provvedimenti condivisi con i sindaci delle grandi città». Una scelta «frutto di mediazioni politiche» criticata dalla Moratti perché «è sbagliato pensare che il tema della sicurezza sia una questione di schieramenti».
Una bocciatura senza appello quella dell’ex ministro all’Istruzione, che aveva chiesto un decreto legge, «l’unico in grado di rispondere con tempi rapidi a quella che è una vera urgenza ed emergenza nazionale». Ma anche questa volta «le differenti posizioni politiche all’interno del governo hanno compromesso il contenuto stesso del provvedimento». Che non affronta «seriamente e in modo organico» questioni decisive - droga, prostituzione, truffe agli anziani, maltrattamento dei minori - sulle quali Milano ha condotto una battaglia in cui è riuscita a trascinare i sindaci delle altre grandi città (anche se ieri Walter Veltroni lodava come «efficaci e socialmente equilibrate» le misure del pacchetto sicurezza). Poi, nessuna soluzione a breve per arginare l’emergenza rom. «Anche la realtà dell’immigrazione - sostiene la Moratti - avrebbe richiesto che si cominciasse a costruire un modello di convivenza basato sul rispetto della legalità da parte di tutti. Non è con l’ingresso incontrollato degli immigrati o con atteggiamenti inutilmente buonisti e populisti che si costruisce un quadro di convivenza e sicurezza per tutti».
Già un mese fa, dopo il summit governo-sindaci sulla sicurezza nel quale gli amministratori locali avevano capito l’aria che tirava sul pacchetto sicurezza, Letizia Moratti ipotizzò un appello al presidente della Repubblica. Ieri, si è rivolta a Napolitano «per la grande attenzione e sensibilità che ha dimostrato in questi mesi, prendendo personalmente a cuore piccole e grandi tragedie che ogni giorno si compiono nelle nostre case e nelle strade».