Moratti-Pdl, è divorzio: "Gioca un’altra partita"

LE MOSSE DEI POLITICI Separazione consensuale. L’ex sindaco non rinnova la tessera presa nel 2009 Masseroli: "Non è più un punto di riferimento per noi"

«Me lo aspettavo» o «non mi sorprende». Sono queste le risposte più frequenti tra militanti e dirigenti del Pdl alla notizia che Letizia Moratti non ha rinnovato la tessera. Presa esattamente due anni fa su quel palco di piazza Duomo da cui discese con l’allora premier Silvio Berlusconi che pochi istanti dopo fu colpito al volto con una statuetta da uno squilibrato. Proprio in quell’occasione lady Letizia aspettava l’investitura e la conferma che sarebbe stata di nuovo lei la candidata del centrodestra. Non ci fu nulla di ufficiale, ma l’intervento di Berlusconi fu più di una promessa. Mantenuta poco dopo. E così, dopo anni di resistenza, donna Letizia fece il grande passo. Sventolando con gran sorriso quel rettangolo colorato che ne certificava alla fine l’ingresso nel partito. Poi la campagna elettorale, la sconfitta, il tempo dei veleni e il grande gelo di quest’estate. Con i gossip che la vedono prima vicina a Gianfranco Fini, poi a Luca Cordero di Montezemolo, forse oggi anche al pedigree democristiano di Pierferinando Casini e alla balena bianca che resuscita.
Son passati due anni e il 31 ottobre scadevano i termini per l’iscrizione al Pdl. In viale Monza nessuna notizia. Da casa Moratti nessuna uscita ufficiale, nessun comunicato. E anche ieri poca voglia di parlarne. Chi le è vicino dice di «una decisone condivisa con il presidente Berlusconi e Angelino Alfano». Alcune telefonate per «spiegare la decisione». Una «scelta maturata nel tempo dopo aver preso atto della crisi del partito». Una «riflessione avviata già quest’estate dopo il risultato elettorale». Imputata, negli ambienti vicini alla Moratti, anche a un «errato modo di far politica del Pdl» a un «approccio sbagliato nei confronti del cittadino» che invece deve essere «disponibilità, servizio». E, soprattutto, «la questione etica che il Pdl non ha saputo o voluto affrontare». Di qui la convinzione che la sconfitta a Milano abbia affondato le radici proprio in queste difficoltà e all’orizzonte nessuna intenzione «di recuperare quello spirito che ancora nel 2009 l’aveva convinta a prender la tessera». E poi la goccia della fronda al nascente governo Monti a far traboccare il vaso. Ma soprattutto, e questa è l’accusa più dura dei fedelissimi morattiani, «nessun recupero etico all’orizzonte». Parole che assomigliano terribilmente a quelle più volte ripetute da un altro ex sindaco, quel Gabriele Albertini che pur molto critico con il partito, non ha mai deciso per lo strappo. «Credo - attacca il capogruppo del Pdl Carlo Masseroli che della Moratti è stato anche assessore - che abbia deciso di giocare una partita diversa dalla nostra. Prevedibile dopo la creazione di un suo gruppo autonomo in consiglio». Un divorzio definitivo? «Una scelta che onestamente non so proprio dove possa portarla. Certo è che la Moratti per noi non rappresenta più nessun tipo di riferimento politico. La Moratti avrebbe voluto rappresentare l’intera opposizione del centrodestra, oggi non rappresenta più nessuno». Durissimo era stato ieri su Repubblica anche il coordinatore Mario Mantovani parlando di «un partito delle regole, chi aderisce è tenuto a rispettarle. Chi non lo fa credo che dovrebbe almeno dimostrare un debito di riconoscenza». Per il vice coordinatore Carlo Fidanza «Letizia non è mai stata una donna di partito e la sua mancata adesione al Pdl non mi sorprende. Non voglio credere alle ricostruzioni che la vorrebbero irritata con il Pdl per la campagna elettorale. Nessuno di noi ha fatto polemica con lei, si vince e si perde insieme». Il futuro? «Mi auguro che nel processo di ricomposizione del centrodestra che il segretario Angelino Alfano sta perseguendo, in un futuro ci sia spazio anche per persone come lei. Se lo vorrà».
Di certo, per ora, c’è un cresciuto impegno della Moratti per san Patrignano. Di cui ieri ha presentato i prodotti in vendita alla galleria Skillart di via Turati 6: produzioni tessili dalle lavorazioni più tradizionali con il telaio a licci, utilizzati per plaid in tessuto di lana o in cachemire, ai pizzi e ai plaid in patchwork. Accessori per l’abbigliamento, portaritratti e vini. Tra cui l’AVI 2006, il Sangiovese dedicato al fondatore Vincenzo Muccioli, il Montepirolo 2005, un taglio bordolese classico da uve Cabernet Franc, Sauvignon e Merlot e il Paratino 2006, Cabernet Franc delle vigne toscane della zona di Cecina donate alla comunità.