La Moratti da Penati: «Pronta a cooperare»

Giannino della Frattina

Ad aspettarla sull’attenti gli agenti della polizia provinciale col mantellone e la divisa dei giorni importanti. Letizia Moratti varca di buon mattino la facciata tutto marmo di Palazzo Isimbardi. Un po’ministro, un po’candidata sindaco del centrodestra va ad incontrare Filippo Penati. Che, inutile dirlo, confessa di «fare il tifo» (come va di moda in questi giorni tra i diesse) per tutt’altro aspirante alla poltrona di Gabriele Albertini. «Perché quest’incontro? Sono o non sono il titolare del metodo dell’ascolto?», previene qualsiasi possibile obiezione dei suoi «compagni» di schieramento.
Un’ora di colloquio al piano nobile e al termine colloqui separati con i giornalisti. In piedi la Moratti, ospite e dunque costretta dal protocollo alla posizione più scomoda. «Abbiamo concordato sulla necessità che le istituzioni collaborino perché ci sono problemi che vanno oltre i confini della città». (...)