Moratti-Penati, per la sinistra è attrazione fatale

Il feeling tra l’ex ministro e l’ex sindaco di Sesto va dal ticket alle infrastrutture, dalla città metropolitana all’Expo 2015. Ma le «soluzioni condivise» lasciano perplessa anche l’ala formigoniana di Fi

«Se fosse stata sindaco Letizia Moratti, forse non avrei comprato le quote di Serravalle del Comune...». E se lo dice Filippo Penati, che sulla Milano-Genova ha giocato con Gabriele Albertini la sua battaglia campale per le autostrade, vuol dire che siamo oltre la sintonia, già ai confini dell’infatuazione. Il presidente della Provincia si è lanciato sulla scia del sindaco, sicuro di infilarsi nel cono di luce della «padrona» che piace tanto a sinistra. Non è un mistero che il popolare Penati ispiri una certa diffidenza nelle segreterie di Ds e Margherita. Così in nome del riformismo, eccolo cercare insidiose alleanze con la Cdl.
Un’intesa che ha il vantaggio di rafforzare le richieste di Milano presso il governo Prodi, eliminando l’alibi delle divisioni. L’obiettivo comune è il potenziamento del ruolo della città, a partire dalla richiesta di maggiori poteri per Milano, e che si chiamino legge speciale o area metropolitana diventa una questione secondaria. Un progetto che però entra in rotta di collisione con il ruolo della Lombardia e sposta l’asse degli accordi istituzionali da Provincia-Regione a Provincia-Comune. Inevitabili le perplessità dell’ala formigoniana di Forza Italia. Manovre scivolose per la Cdl ma addirittura pericolose a sinistra, perché mettono in crisi tabù consolidati dell’Unione. E se la Moratti conquista applausi (e chissà, forse anche voti) diessini, è più difficile immaginare una platea di azzurri pronti a acclamare Penati. L’alleanza Moratti-Penati corre sulla concretissima via delle infrastrutture. Penati è deciso a andare avanti con la Tem (la tangenziale esterna di Milano) e la Bre.Be.Mi. «Cercheremo soluzioni il più possibile condivise, ma nessun comune della Provincia pensi di avere potere di interdizione» ha detto chiaro e tondo durante la Festa dell’Unità, insistendo anche sull’importanza delle metropolitane. Più o meno il medesimo discorso fatto dal sindaco sul ticket ambientale per le auto. Prima di introdurlo - ha garantito lei - consulterà i sindaci dell’hinterland e la Provincia, ma sarà lei a prendersi la responsabilità della decisione finale. «Sono d’accordo sull’idea anche se la mia non è una cambiale in bianco» è stato il via libera di Penati che ha sgomentato più di un interlocutore a sinistra (Cgil inclusa). Senza timori, lui va avanti e il ticket della Moratti lunedì arriverà in giunta a Palazzo Isimbardi.
Ed eccoci al tema dei temi, il ruolo delle società controllate. Se Penati ha voluto Asam per gestire le reti viarie, la Moratti pensa a una mega utility del Nord che porti Aem (arricchita del ciclo idrico di Mm e del ciclo rifiuti di Amsa) a unirsi ad Asm e, in futuro, anche all’emiliana Enia. L’idea del sindaco è di mantenere il controllo delle reti appaltando a società private quello dei servizi, un discorso che vale per l’energia come per i trasporti. Ecco la sintonia su Serravalle della quale parlava Penati e che il presidente della Provincia spera di riproporre per Metroweb, la società che ha cablato la città.
C’è poi, o forse prima di tutto, il ruolo internazionale di Milano. La Moratti è decisa a rilanciarlo a partire dall’Expo 2015 e ha ottenuto il via libera di Penati e del governo.
Sulla sicurezza i due hanno idee molto simili, più diffuse nella Cdl che nell’Unione, e cioè che la repressione sia necessaria almeno quanto il tentativo di risolvere i problemi sociali che possono causare l’esplodere dei reati. «La sinistra sbaglia a sottovalutare il tema della sicurezza» ha detto Penati, convinto che le posizioni del sindaco siano più corrette di quelle di tanti suoi compagni di coalizione. Dai buonisti dell’Ulivo ai pasdaran di Rifondazione.