«La Moratti? Più una mamma che una lady di ferro»

Il ministro conquista gli Amici della Lirica La Iavarone: «Non parla politichese»

Paola Bulbarelli

È arrivata appena prima della «torta celebrativa», un’apoteosi di panna e pan di spagna. E subito Letizia Moratti ha incassato un complimento insolito e forse inatteso per colei che da sempre è nota per essere una lady di ferro. Una bimba, quando la Moratti ha finito di parlare, le ha detto: «È come una mamma». E rassicurante ha cercato davvero di esserlo, la candidata sindaco del centrosinistra, davanti a un pubblico di non addetti ai lavori, trecento invitati alla serata organizzata dall’associazione «Amici della Lirica» e dalla sua presidente, Daniela Iavarone. La candidata sindaco di Milano, la donna d’acciaio, la Thatcher italiana, come spesso viene definita, è sembrata tutta da scoprire. «Non parla in politichese, ma va dritta al cuore e alla sostanza» commenta la Iavarone.
«Si deve ripartire dall’amore per gli altri», ha detto il ministro. «È per questo che ho deciso di mettermi a disposizione dei cittadini». Così è scesa in campo per Palazzo Marino, con il suo bagaglio di esperienza prima come manager poi quale ministro dell’Istruzione, prendendo di petto una riforma molto possibile. E tutto questo, è il senso delle sue parole, lo può portare nella sua città, trasferirlo nella vita quotidiana. «Milano è il motore dell’Italia, rappresenta il 10% dell’economia dell’intero Paese. Ma deve essere sempre più internazionale, sempre più bella, sempre più grande. Soprattutto deve sanare certe sue piccole ferite e per fare questo c’è bisogno di un forte impegno da parte di tutti i milanesi. Ci sono ancora troppe differenze di emarginazione, troppe sacche sociali disagiate».
Il suo impegno nei confronti di chi ha bisogno è innegabile. Basti pensare alla Comunità di San Patrignano, e alla dedizione costante verso i ragazzi che vivono realtà terribili. «La forza della nostra città è la capacità dell’iniziativa e della solidarietà. Lo diceva anche Montanelli. Qui si è capaci di ricominciare, di essere intraprendenti, di guardare avanti, di avere slanci. Qui si è capaci di trasformare le idee in concretezza». Letizia Moratti ha saputo soprattutto dimostrare di essere una persona libera dai «lacci» della politica, di parlare per i cittadini, di essere svincolata da logiche partitiche che le legherebbero le mani.
La sua «filosofia del fare» prosegue, perciò, su una strada già intrapresa. Ad applaudirla un altro candidato sindaco, quello di Roma, Mario Baccini. Presenti altri politici quali gli assessori Giovanni Bozzetti, Tiziana Maiolo, Alberto Predolin, il consigliere comunale di Forza Italia Andrea Mascaretti, che ha ricevuto dalle mani di Daniela Iavarone il «Premio bontà» per la sua iniziativa «Natale insieme». Una targa (premio alla carriera) è stata consegnata anche al giornalista Alfonso Signorini.