Moratti: «Potrei portare in giunta un esponente del centrosinistra»

Gianandrea Zagato

L’apertura a tarda sera in tv. Letizia Moratti è ospite di Adriana Santacroce a Telenova e a domanda risponde: «No, non mi dispiacerebbe avere nella mia giunta un esponente del centrosinistra». Conferma indiretta che il ministro continua a ritenersi slegata dai partiti («Sono la candidata di una lista civica indipendente») e ad affrontare in modo abbastanza disincantato quella che è stata la gestione precedente. Un esempio? Le multe: «Non sono d’accordo - spiega in trasmissione - sul farne così tante. Spesso non si tiene conto dello stato di difficolta in cui si trovano i milanesi». E poi il ticket d’ingresso, chiodo fisso del sindaco Albertini: «Non mi piace l’idea di una tassa per tutti. Molto meglio farlo pagare solo ai veicoli che inquinano». Ieri mattina il ministro aveva continuato il suo peregrinare di studio in città. «Ho passeggiato per il mercato, dove c’erano anche degli abusivi. Quando ho visto la polizia mi sono nascosta per vedere cosa succedeva» ha raccontato ai giornalisti. Suspense. «La polizia è passata davanti agli irregolari senza fare alcun controllo». Letizia Moratti racconta quello che ha visto in via Panigarola, a due passi da piazza Ferrara, zona Corvetto, attorno alle undici. Segue condivisione dei sentimenti dei cittadini, di quelli che «si lamentano di una situazione così... dove non c’è alcun rispetto delle regole».
Impossibile non porre al candidato sindaco del centrodestra una domandina: è colpa dell’ex prefetto? La risposta è di chi ben conosce i compiti del rappresentante del Governo, «la sicurezza dipendente dal prefetto». Già, la responsabilità è in quota a Bruno Ferrante. È stato lui, l’ex prefetto che sostenuto da Ds e Margherita corre per conquistare Palazzo Marino, a non garantire la sicurezza dei milanesi. Responsabilità durata cinque anni, tanto quanto è stato l’inquilino della prefettura milanese. Passato che pesa sull’ oggi, chiosa il candidato sindaco del centrodestra: «La situazione è quella che vi racconto, con gli abusivi che creano disagi ai cittadini perché non pagano ciò che invece pagano gli ambulanti». Problema sicurezza che, secondo la campagna d’ascolto firmata da Letizia Moratti, coinvolge sei zone di Milano su nove. «Problema vissuto come prioritario in tre zone e in altre tre messo al secondo posto» e che il prossimo sindaco del centrodestra affronta al progetto in decine di progetti sui cento del suo programma. Impegno nel nome e per conto dei cittadini che Moratti incontra tra le strade della zona 4, dove lunedì e martedì ha avuto più di una decina d’appuntamenti diciamo istituzionali: alla biblioteca Calvairate e al parco Alessandrini, al consiglio di zona e al centro di formazione professionale Galdus oltreché nelle rsa comunali. Appuntamenti in zona Corvetto per rendersi conto dei tre contratti di quartiere avviati in quel quartiere sui cinque spalmati su Milano: «Contratti finanziati dal ministero delle Infrastrutture, dal Comune e dalla Regione per riqualificare l’edilizia residenziale pubblica. E la gente è più che contenta, soddisfatta e vorrebbe partecipare ancora di più alla fase di progettazione». Visione di un amministratore che, in zona quattro, davanti ai palazzi con i segni evidenti del degrado: «l’obiettivo non è solo quello di riqualificare le case ma anche di dare una risposta ai problemi sociali che certamente esistono». Virgolettati a spizzichi e bocconi, mentre giovani e anziani, uomini e donne scodellano problemi, dubbi e certezze. Sostantivi e aggettivi che le sono rivolti pure dagli ospiti delle residenze per anziani di via Mompiani e via dei Cinquecento, «strutture ampliate in questi anni, che sono un fiore all’occhiello del Comune e un modello apprezzato in Europa». Chissà, magari, anche lì Letizia Moratti troverà qualche nome da inserire nella sua lista civica, quella che non è ancora pronta.