Moratti promossa da 2 milanesi su 3

Euromedia Research ha effettuato mille interviste telefoniche: secondo la maggior parte dei cittadini la Moratti ha saputo parlare col centrosinistra

Milano - Fine anno da festeggiare per Letizia Moratti e per la maggioranza che la sostiene. La «pagella» che le arriverà sulla scrivania mostra un aumento continuo della fiducia dei milanesi nel primo cittadino, che danno voti molto alti a serietà, competenza e professionalità della signora. Le intenzioni di voto per il centrodestra, in caso di elezioni nazionali, risultano al 58,2 per cento, quasi il 6 per cento in più rispetto alle politiche del 2006. Insomma, Milano è sempre più convintamente legata alla Cdl, in particolare a Forza Italia e a Alleanza nazionale, che risultano i partiti con un trend maggiore di crescita. Il sondaggio è stato commissionato dal Giornale alla società Euromedia Research, che ha effettuato nel mese di novembre mille interviste telefoniche.

Il dato sulla fiducia in Letizia Moratti è arrivato al 60,5 per cento e è piuttosto significativo perché quando da ministro dell’Istruzione aveva accettato di candidarsi, i dubbiosi erano decisamente più numerosi e la fiducia nella Moratti non arrivava al 50 per cento. La sua decisione era arrivata a metà dicembre, dopo mesi di incertezze, ed erano in molti a pensare che potesse essere sbagliata la scelta di candidare a sindaco colei che aveva legato il suo nome alla contestata riforma della scuola. Un anno dopo, si tirano le somme del modo in cui è entrata in contatto con la città, e sono positive.
L’elemento che più piace è il metodo di lavoro, gradito al 75 per cento del campione. Insomma, la capacità di dialogo le è riconosciuta, sia con l’opposizione (52 per cento) che con i cittadini (51,5), ma soprattutto con i giornalisti e i media (61,5). Piuttosto esiguo il numero di milanesi che le attribuisce un atteggiamento di totale chiusura, anche se quasi il 20 per cento lo lamenta proprio nei confronti dei cittadini. Piace per la credibilità (quasi sette in pagella), la serietà (sette e mezzo) e la professionalità (sette e mezzo che tende all’otto). Al successo ha contribuito la volontà mostrata per ottenere la candidatura di Milano all’Expo 2015.

Il punto in cui Letizia Moratti è più debole è la capacità di raggiungere direttamente i milanesi. Il punteggio si ferma al 52 per cento davanti alla dichiarazione «è un personaggio a cui mi sento vicino perché attento e presente su temi per me importanti». L’impressione è che i milanesi provino grande stima ma non altrettanto forte sintonia. In molti la ritengono un personaggio prestigioso e di grande profilo (il 65,8 per cento), oltre che corretto nei confronti delle persone e delle comunità con cui entra in relazione, per esempio i cittadini, l’ambiente, la comunità locale nella quale opera (68,6 per cento).
Passando alle intenzioni di voto, danno il centrodestra al 58,2 per cento contro il 40,8 del centrosinistra. È chiaro che si tratta di dati che scontano i giudizi negativi sulla finanziaria di Prodi, ma una tale concentrazione di consensi per la Cdl a Milano è probabilmente legata anche al consenso per il modello di amministrazione proposto dal sindaco e dal presidente della Regione. Come ripetono spesso gli esponenti della Cdl, a risultare vincente è il modello di buongoverno di Milano e della Lombardia. Forza Italia si conferma primo partito, col 34,1 per cento dei consensi (due punti in più rispetto a maggio quando si votò per le comunali), e nove punti in più della coalizione Uniti nell’Ulivo. Cresce il consenso anche intorno ad Alleanza nazionale, Udc e Lega Nord.