Moratti pronta a diventare la lady antidroga del Pdl

Ormai data per certa la sua iscrizione al Pdl, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, sembra destinata a entrare nel partito non da spettatrice. Per lei infatti sarebbe già pronto un incarico importante, legato alla lotta alla droga e al recupero sociale dalle dipendenze.
Dopo l’incontro di ieri con il coordinatore nazionale Ignazio La Russa, il sindaco avrebbe dunque concordato con i vertici del Pdl questo impegno politico antidroga, che corrisponde a una «vocazione» precisa e «antica» della Moratti. Da amica della comunità di San Patrignano, l’ex ministro dell’Istruzione infatti ha sempre promosso politiche di contrasto al consumo di qualunque sostanza stupefacente. Domani, alla chiusura della campagna per il tesseramento del Pdl, il sindaco di Milano riceverà dal leader del Pdl, Silvio Berlusconi, la tessera del partito e in quella occasione potrebbe anche essere investita direttamente del nuovo incarico.
Ma nell’incontro con i vertici del Pdl si è parlato anche del tema dei luoghi di culto in città. Il risultato è che il sindaco chiederà ai parlamentari di mettere a punto una proposta per disciplinare la nascita di nuove moschee sul territorio italiano, visto che il Viminale non parrebbe intenzionato ad adottare un disegno di legge in tal senso.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, infatti, avrebbe escluso la propria volontà di preparare un testo di legge di iniziativa governativa che costituisca un quadro di riferimento per i futuri centri di culto islamico. Da parte sua, allora, Letizia Moratti si sarebbe assunta l’impegno di chiedere che questa iniziativa sia presa dai deputati della maggioranza, offrendo come punto di partenza l’ordine del giorno bipartisan recentemente approvato dal Consiglio comunale di Milano. Nei prossimi giorni, dunque, il sindaco potrebbe trasmettere ai capigruppo di Pdl e Lega, a Montecitorio e Palazzo Madama, il documento, che contempla la possibilità di piccoli centri di culto, fino a 500 persone, distanti almeno 300 metri da altri luoghi di preghiera e soprattutto interamente a carico delle comunità musulmane residenti sul territorio.