La Moratti pronta al sì: punterà sulla scuola

Il ministro ha cenato con Lupi, La Russa, Vermi e Orsatti

Sabrina Cottone

Il conto alla rovescia è arrivato alle giornate decisive: Letizia Moratti si prepara a dire sì alla candidatura la prossima settimana. Un’occasione potrebbe essere lunedì 12 dicembre, il giorno in cui Silvio Berlusconi sarà a Milano per incontrare i consiglieri, ma gli alleati di Forza Italia preferiscono una soluzione diversa e più condivisa, che consenta di concentrarsi totalmente sulla Moratti. Le date più gettonate sono il 13 o il 14 dicembre, quando il maxiemendamento alla finanziaria sarà realtà e il ministro dell’Istruzione potrà lanciarsi nell’avventura milanese con un evento studiato ad hoc e la certezza di risultati concreti sulla scuola. Nessun capriccio, al contrario la consapevolezza che la riforma scolastica sarà al centro del dibattito elettorale (e dei previdibili attacchi della sinistra) e allora è più che mai necessario presentarsi alla prova del voto con le carte in regola di chi ha chiuso le proprie partite.
La «controinformazione» sulla riforma scolastica sarà uno dei punti centrali della campagna elettorale, perché il ministro intende puntare sulle sue competenze e sui risultati raggiunti: insomma, vuole portare in campo la storia e l’esperienza di imprenditrice e ministro. In cima al programma ci saranno il sociale, la ricerca, l’innovazione e appunto la scuola. La convinzione della Moratti è che si tratti di una riforma epocale e che le proteste derivino da una cattiva informazione che è necessario rettificare. Così, è decisa al contrattacco.
L’idea di base è partire dal lavoro delle due giunte Albertini, usando la lista civica per allargare il consenso anche a ambienti limitrofi alla Cdl. La scelta della lista civica, però, nel progetto della Moratti, non vuole essere una presa di distanza dai partiti, con i quali assicura di volersi mantenere in sintonia, come d’altra parte dimostrano gli incontri periodici con esponenti politici milanesi.
La candidata in pectore a sindaco, come (quasi) ogni lunedì, ha visto nel suo studio il think tank, il gruppo di professori e politici con il quale si consulta per continuare a mettere a punto il programma, che è ormai a uno stato molto avanzato. Tra i presenti Stefano Parisi, ex vicepresidente di Confindustria e amministratore delegato di Fastweb, gli assessori comunali alla Cultura, Stefano Zecchi, e ai Servizi sociali, Tiziana Maiolo, l’assessore regionale a Casa e opere pubbliche, Gianpiero Borghini, l’ex vicepresidente della Provincia e assessore ai Trasporti di An, Dario Vermi. Una riunione di due ore dai toni anche informali, in cui si è trovato modo di parlare del matrimonio della figlia del ministro, Gilda. Come ripetono i presenti, «Letizia è una donna molto affabile». Oltre che dotata di grande senso pratico e spirito di organizzazione: non scioglie la riserva fino all’ultimo momento, ma ciò non le ha impedito di occuparsi di strategie di comunicazione, pensando persino ai propri manifesti elettorali.
E, fatto politicamente ancora più importante, a cena, la signora Moratti ha incontrato alcuni esponenti di spicco della Cdl. Attorno al tavolo c’erano Maurizio Lupi di Forza Italia, Ignazio La Russa e Dario Vermi di An e il leghista Orsatti. Salvo sorprese non la si vedrà, invece, alla prima della Scala.