Moratti: regalo a Benitez Via Maicon dal mercato

I veleni di Mourinho: "Rafa non potrà mai fare meglio di me. Se vincerà il Mondiale per club sarà la mia coppa, non la sua"

Milano - Un piacere non lo si nega a nessuno, quando poi la cortesia si trasforma in regalo, allora è festa grande. Massimo Moratti, rientrato in serata da Forte dei Marmi, sembra abbia deciso di accontentare il suo allenatore Rafa Benitez che, nei giorni scorsi, l’aveva quasi supplicato di non vendere Maicon al Real Madrid, ritenendo il terzino brasiliano elemento fondamentale della sua Inter. Ieri, in un contatto telefonico con Marco Branca, direttore dell’area tecnica, il presidente nerazzurro è stato categorico: il Real offre appena 25 milioni, Benitez mi implora per trattenere il giocatore e allora io tolgo Maicon dal mercato e non se ne parla più. Comunicando personalmente la sua decisione al procuratore del giocatore, Antonio Caliendo. Felicità di Benitez, rientrato ieri con la squadra dalla tournee americana, che vede realizzato il suo desiderio; felicità di capitan Zanetti che reputa il brasiliano il più forte del mondo nel suo ruolo e perplessità in Spagna perché ritenevano che la trattativa fosse a un passo dalla conclusione. Però Mourinho non demorde, vuole Maicon a tutti i costi e il Real non mollerà la preda così facilmente.

E, a proposito di Mourinho, il tecnico portoghese non vuole proprio farsi mancare nulla. Dopo che Benitez aveva dichiarato di non essere interessato a una cena insieme, Mou ha parlato del suo successore in un’intervista al Sunday Times escludendo che possa migliorare quanto fatto da lui. «Una cosa è certa, Rafa non potrà mai fare meglio di me, non c’è possibilità», le sue parole insieme alle quali ha calato un carico da novanta: «E c’è un’altra certezza, perché se vincerà la coppa Intercontinentale, avrà vinto due sole partite rispetto alle mie 13. Quindi sarà la mia Intercontinentale, non la sua». Mourinho è apparso indispettito perché, secondo indiscrezioni uscite da Appiano, Benitez avrebbe chiesto che venissero tolte le foto del portoghese dal ritiro nerazzurro. «Non ho bisogno di fotografie per amare la gente che mi sta attorno – la risposta di Mou -. I miei affetti li porto nel cuore. Quando ero all’Inter non ho fatto togliere le foto di Herrera e Mancini. Se non gli piacciono le mie foto non è un problema. Ho avuto un grande rapporto con tutta la gente dell’Inter, qualcosa di indimenticabile».

Ma a parlare dell’Inter, Mourinho si intenerisce, forse non dimentica le lacrime della magica notte di Madrid contro il Bayern: «Comunque a Benitez auguro ogni successo, perché è l’allenatore della mia squadra, dei miei tifosi, del mio presidente, perché l’Inter, come il Chelsea, è la mia squadra del cuore e con una delle due vorrei giocare la prossima finale di Champions a Wembley. Oppure anche incontrare il Manchester di Ferguson, persona che ho sempre ammirato». Poi Mou spiega perché è andato a Madrid: «Il Real mi aveva cercato già due volte, non potevo più rifiutare. Certe occasioni poi si rimpiangono. Il mio obiettivo adesso è il grande slam: vincere nei tre campionati principali d’Europa, impresa che nessuno ha mai centrato».

Ecco perché gli serve Maicon, Moratti permettendo ovviamente.