Moratti ricandidata? Arriva l'investitura diretta di Berlusconi

Il premier si collega a sorpresa con il teatro Nuovo pieno di militanti
del Pdl e ricandida la Moratti: "A lei va il nostro in bocca al lupo".
Il sostegno di Podestà e Gelmini. Il sindaco: "Mi sorprende sempre"

«Berlusconi è così, ti sorprende sempre» sorride Letizia Moratti in via Padova subito dopo aver saputo che il presidente del Pdl ha ufficializzato la sua ricandidatura a sindaco di Milano. Lei era già andata via dalla sala, mentre il premier le formulava i suoi «in bocca al lupo», in collegamento telefonico con i militanti del Pdl riuniti al Teatro Nuovo di piazza San Babila. Il sindaco si trovava al circolo bocciofilo Caccialanza di viale Padova, un appuntamento elettorale a cui si è presentata con tanto di bottiglie di vino in mano e da cui è tornata a casa con una scatola del Monopoli in regalo.
Letizia Moratti ha ricordato ai presenti che anche la prima investitura era avvenuta così, a sorpresa. Era l’aprile del 2005 e Berlusconi era a Catania, a una cena con un gruppo di sostenitrici di Forza Italia. «Abbiamo deciso che Letizia Moratti sarà sindaco di Milano» aveva rivelato alle signore. «Io ero ministro dell’Istruzione ed ero appena scesa dalla scaletta dell’aereo che mi riportava a casa dopo un viaggio istituzionale in Marocco» ricorda la Moratti.
Cinque anni dopo un altro piccolo colpo di scena. Berlusconi si è collegato al telefono. «So che siete lì riuniti e state pensando a come prepararci per le prossime elezioni a Milano, a sostegno della nostra Letizia a cui vanno tutti i nostri in bocca al lupo» le parole del premier.
La temperatura della sala era già abbastanza calda per il lancio della candidatura. Prima di Berlusconi a sostegno del sindaco erano intervenuti uno per uno i vertici del Pdl. Ad aprire le danze il coordinatore regionale del partito, Guido Podestà: «Siamo tutti impegnati perché alle amministrative Letizia Moratti abbia il giusto premio che merita per la sua azione di governo». Poco dopo è intervenuto il vicecoordinatore regionale del Pdl, l’ex An Massimo Corsaro: «Siamo schierati con la Moratti sindaco per una campagna vincente per le amministrative». E ancora il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini: «Dobbiamo continuare a governare Milano con Letizia Moratti». Insomma, il sostegno alla corsa del sindaco era arrivato forte e chiaro. Più tardi è arrivato il commento positivo del coordinatore nazionale del Pdl Ignazio La Russa, secondo il quale il fatto che fosse scelta la Moratti «per noi è sempre stata scontato». Per il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla «Letizia Moratti è stato un grande sindaco e lo sarà anche nei prossimi 5 anni».
La Moratti, nel suo intervento dal palco del Teatro Nuovo, ha ricordato di essere molto legata al partito: «Il Pdl è il popolo a cui appartengo». Poi, senza scendere nel merito di una ricandidatura scontata anche se non ancora ufficializzata, ha ricordato che «Milano è la capitale del volontariato» e che nella sua attività si è concentrata sul welfare, con i bonus libri gratuiti per 82mila famiglie: «Siamo l’unica città d’Italia». E ancora l’assistenza in casa per cinquemila anziani, convinta che sugli over 60 si possa segnare la distanza tra Pdl e Pd: «Durante il governo Amato le truffe agli anziani sono aumentate del 20 per cento. Con noi sono dimunite, questa è la differenza tra i governi Prodi e il governo Berlusconi». Tra i più applauditi della convention il vicesindaco, Riccardo De Corato: «Milano è oggi strenuamente impegnata a contrastare i clandestini, responsabili in città di otto reati che destano allarme sociale su dieci commessi da extracomunitari». Da qui l’attacco a Gianfranco Fini e alla sua politica: «Al contrario Futuro e Libertà vuole spalancare le porte ai flussi irregolari». Come dire che al vicesindaco uscente un’intesa non sembra a portata di mano.