Moratti ricorda Facchetti: «Quest’Inter gli piacerebbe»

Da ieri il popolare campione, ed ex presidente nerazzurro, è iscritto al Famedio fra i cittadini milanesi benemeriti

da Milano

Un pensiero a Facchetti per fare un complimento all’Inter che gli sta nel cuore. «Credo che sarebbe contento di questa squadra». Ieri Massimo Moratti ha presenziato, al Cimitero Monumentale di Milano, alla cerimonia dell’iscrizione di Giacinto Facchetti al Famedio, dove sono ricordati i cittadini benemeriti. Seduto in prima fila con Giovanna Facchetti e i figli Gianfelice, Luca e Barbara, il patron nerazzurro che lunedì tornerà presidente, ha ricordato il suo presidente, quello al quale aveva ceduto la poltrona e il cui lavoro, oscuro ma redditizio, ora è rimpianto da tutti: amici e scettici. Facchetti è riuscito ad essere il vero trait d’union tra una squadra spesso turbolenta, una dirigenza dalle mille personalità e un padrone troppo affettuoso e poco propenso a mettere tutti in riga. L’Inter gli dedicherà il centro sportivo di Interello, dove giocano le giovanili nerazzurre.
Facchetti era un consigliere fidato e un dirigente rispettato. E ieri Moratti gliene ha dato atto: «Credo che Giacinto sarebbe contento di questa squadra, però saprebbe anche intervenire per preparare il futuro. Proprio per questo mi manca ancora di più. Mi manca dal punto di vista sportivo anche per i bisogni giornalieri, quando viene in mente di parlarci insieme, di sentirlo, di ascoltare i suoi dubbi e le sue idee: tutto questo era un’abitudine ma anche un’esigenza». Moratti ha ricordato quello che rappresentava Facchetti. Stima e apprezzamento che risuonano anche le motivazioni per cui gli è stato concesso l’onore del Famedio. «Mai fuori posto, tranquillo nell’aspettare i tempi delle cose buone e delle cose giuste, con l’orgoglio di un cattolico che credeva nel valore quotidiano della propria fede e non ne faceva mistero. Un uomo che non si vergognava mai, in un sistema orientato a volte a premiare altro, di essere educato, pacato, buono».
Il patron nerazzurro ha aggiunto qualcosa di più personale: «Giacinto mi manca anche dal punto di vista umano, perché tante persone ti parlano, ma c’è chi sa farlo e ti vuole bene e quindi sa pure capire i tuoi problemi. E questo faceva parte del suo modo di fare». Facchetti è stato un uomo che si è sacrificato tanto, ha concluso Moratti che ora tornerà presidente. Ed ha promesso che la saga ddi famiglia continuerà con l’ingresso del primogenito Angelo Mario «come consigliere o vicepresidente» e di Giovanni detto Gigio.«Ma noi non siamo come gli Agnelli: nessun legame industriale, solo passione». E tanti danari.