La Moratti rilancia: «110 agenti non bastano»

La lady di ferro: «Manifesterò accanto ai commercianti»

da Milano

«Misure totalmente insufficienti. Se dicessi che sono soddisfatta, sarebbe un imbroglio per i miei cittadini». L’aver vinto una battaglia non convince il sindaco di Milano Letizia Moratti a rinunciare alla guerra. Né a usare toni più morbidi con il governo che, dopo la sua lettera aperta ai milanesi con l’invito a scendere in piazza contro la criminalità, ha promesso immediati rinforzi agli organici delle forze dell’ordine. Bene i centodieci poliziotti in più, oltre ai sessanta uomini necessari per aprire finalmente i due commissariati nuovi di zecca (Lorenteggio e Villa San Giovanni) rimasti inattivi per quasi due anni in zone «calde» della città. Ma le cifre non disinnescano la protesta della lady di ferro. «Bisogna ristabilire la verità - riparte all’attacco -. Dal 1998 ad oggi, il Comune ha realizzato undici nuove caserme con una spesa di 30 milioni di euro. Tutte sono state subito riempite di uomini, solo le ultime due sono ancora vuote. Quello che promette oggi il ministero, altro non è che la ritardata esecuzione degli impegni già presi dal governo Berlusconi e dal ministro Giuseppe Pisanu». Parole che provocano l’immediata reazione di Romano Prodi. «Mi ha molto sorpreso - si difende il “sinistro” premier -. Secondo me è del tutto inopportuna questa manifestazione, penso che servano ruoli più istituzionali. Vuol dire che collaboreremo con Regione e Provincia». Come dire che il Comune è stato cattivo e allora finisce dietro la lavagna. Di «adempimenti di sicurezza decisi in autunno», parla Giuliano Amato replicando forse a chi accusava il governo di essersi mosso solo dopo la minaccia di una grande manifestazione. Non abbastanza per convincere la Moratti. Né il leader di Fi Silvio Berlusconi, oggi a Milano per partecipare al consiglio comunale, ma che non potrà non parlare di un’eventuale sua partecipazione alla manifestazione.
«Il 26? Sarò al corteo promosso da commercianti e artigiani - assicura invece la Moratti -. Con la fascia tricolore da sindaco o come semplice cittadino lo stabilirò con gli assessori». La spiegazione è una semplice questione di numeri. «La stima di 500 uomini in più nell’organico delle forze dell’ordine è stata fatta da prefettura e questura ed è legata al calcolo del carico di lavoro degli agenti». Quindi? «La nostra vuole continuare ad essere una città che accoglie e fa politiche sociali, ma per questo serve anche un congruo organico di forze dell’ordine. Rispetto alle richieste di 500 uomini in più, dal Viminale è arrivata la risposta di 110 agenti, oltre a una sessantina per i due commissariati vuoti. Ne mancano quindi ancora 330». Avanti col corteo, dunque. Bipartisan? «Chiunque verrà e accoglierà il nostro appello sarà il benvenuto».
Sorpresa e un pizzico di stizza nelle parole di Massimo Cacciari. «Apprendo incredulo, e con me altri sindaci, che le proteste-minacce della collega Moratti - spiega il primo cittadino di Venezia -, sortiscono immediati e positivi effetti presso il governo. Vorrà dire che alla prossima occasione, invece di aprire tavoli di confronto con commercianti, esercenti, comitati vari per individuare risposte adeguate e concertate ai problemi dell’ordine pubblico, li inviterò a organizzare manifestazioni di protesta di piazza, cui parteciperò con fascia tricolore». Di «preoccupazione legittima», ma di «effetti controproducenti» parla il presidente dell’Anci e sindaco di Firenze Leonardo Domenici. «Non è che si deve stare zitti - aggiunge -, ma è opportuno avanzare le richieste tutti insieme e nelle sedi opportune». Critiche che non smuovono la Moratti. «Quello che mi preme sono i problemi dei miei concittadini. Pazienza se gli altri sindaci mi attaccano».