An alla Moratti: «Sì al ticket ma tra un anno referendum»

Alleanza nazionale: «Dopo il test si faranno i conti». In piazza Affari dibattito con Moratti e Formigoni

Alleanza nazionale dà il via libera al ticket antismog di Letizia Moratti, ma si capisce che fatica a mandarlo giù. Un bel po’. «Ci piace? No che non ci piace», assicura il coordinatore regionale e assessore al Pirellone Massimo Corsaro. Un boccone indigesto anche per il presidente dei deputati Ignazio La Russa. Che, durante la presentazione della Festa tricolore in piazza Affari, ricorda al sindaco che si tratta di un provvedimento a tempo. Un anno di sperimentazione e poi, assicura il colonnello di An, si faranno i conti. Come a dire che o ci saranno evidenti benefici sul traffico e sull’inquinamento, oppure il pedaggio cittadino sarà archiviato.
Se ne parlerà, c’è da scommetterci, oggi pomeriggio nella giornata d’inaugurazione. In programma alle 18, sotto il tendone, un dibattito a cui parteciperanno il sindaco, il vice Riccardo De Corato, il governatore Roberto Formigoni, i commissari cittadini di Forza Italia Maurizio Lupi e Luigi Casero. «Più sicurezza, meno tasse», il titolo. «Non si parlerà di ticket? Ma certo che se ne parlerà - assicura Massimo Corsaro -. Gli argomenti sono assolutamente collegati». Collegati? «Collegati. E lo dimostro. Quello che An ha preteso e ottenuto dalla Moratti - spiega - è far capire agli automobilisti che non si tratta di una tassa in più. Che il provvedimento serve alla salute di tutti. Credo sia importante spiegare che il ticket non serve al Comune per far cassa. Qualsiasi iniziativa per l’ambiente che si stata presa nel mondo è onerosa. Costa alle amministrazioni, non porta soldi. Il contrario di una tassa. E così sarà anche per il ticket a Milano». Difficile da spiegare a chi dovrà ogni mattina sborsare un obolo per entrare. «Basterà convincere i pendolari che il loro è solo un contributo alla politica delle istituzioni contro traffico e inquinamento. Un piccolo contributo». Tanto piccolo che rischia di non essere un deterrente sufficiente. Chiaro che, per pochi centesimi, nessuno rinuncerà ad utilizzare l’auto. Soprattutto perché il biglietto di tram e metrò costa di più. Obiezione respinta da Corsaro. «Il ticket - riprende a tessere il suo ragionamento - serve per disincentivare l’uso del mezzo privato. Oggi si paga zero, domani si pagherà poco. Ma si pagherà. E questo è sufficiente. L’importante è l’importo, non la sua entità. E che la gente capisca che non lo facciamo solo per rimpinguare le casse del Comune. Detto tutto questo, il ticket non ci piace».
E non sembra piacere molto nemmeno a La Russa. «Infatti - ribatte - abbiamo ottenuto che a pagarlo non siano più di 20mila auto al giorno su un parco circolante di quasi due milioni di veicoli. E poi abbiamo chiesto alla Moratti e ottenuto abbonamenti scontatissimi per tutti. Alla fine tutto è stato ridotto al minimo. Per chiunque l’impatto economico è stato trascinato verso il basso». Ma non basta. «Ora - aggiunge - vogliamo anche i carnet per chi non entra nella Cerchia dei Bastioni più di una cinquantina di volte all’anno. Dovranno pagare meno di mezzo euro». Meno di così, potrebbe dire la Moratti. Eppure ad An non basta. «Alla fine del primo anno - vuol stravincere l’Ignazio - chiederemo i risultati. Poi decideremo insieme se si prosegue oppure no. Magari chiedendolo ai milanesi». Che, nel sondaggio commissionato e pubblicato ieri dal Giornale, a stragrande maggioranza (oltre il 78 per cento) chiedono un referendum. «Ma il ticket - ricorda l’assessore Carla De Albertis - era nel programma elettorale della Moratti e di tutta la Casa delle libertà. Giusto applicarlo, ma giusto anche l’impegno di An per gli sconti e le tariffe abbassate». Tutti contenti, nessuno contento.