La Moratti si «inalbera»: stop ai parcheggi

Chiara Campo

I comitati anti-parcheggi l’aspettavano al varco, pronti a metterla alla berlina. Ma è uscita vittoriosa dalla sala-tribunale dell’Umanitaria, accompagnata dal coretto «Sindaco Letizia, non ci tradisca» e con indosso la maglietta «Inalberiamoci», simbolo dell’associazione che difende gli alberi. Niente male per essere la candidata erede di Gabriele Albertini, che coi comitati ha avuto in questi anni un pessimo rapporto. Ma il messaggio che Letizia Moratti ha lanciato è stato chiaro e tondo: da ora in poi si cambia. Basta muro contro muro, scatta la politica del dialogo. La prima vittoria della Moratti, e il segno tangibile della discontinuità, è aver ottenuto da Albertini la sospensione di ogni decisione sui parcheggi fino alla fine del mandato. Una dichiarazione stringata arrivata ieri da Palazzo Marino: «In considerazione dell’imminente scadenza del mandato e per rispetto dell’autonomia decisionale del futuro primo cittadino - dice la nota -, il sindaco e commissario straordinario del traffico si asterrà dalla data di oggi (ieri, ndr) dall’assumere ogni provvedimento che riguarda la realizzazione nelle varie zone del piano parcheggi che non sia dovuto per norma di legge od obbligatorio per vincoli contrattuali». A chi sbotta che ormai mancavano comunque due settimane dal voto, Moratti sottolinea che ottenere lo stop «mi è costato una grande fatica, non è stato facile». E annuncia che lei non chiederà i poteri speciali: «Le decisioni verranno prese in ordinaria amministrazione e il nuovo assessore delegato godrà della mia piena fiducia». Escluso che sia l’attuale assessore Giorgio Goggi: «Ho detto che sul traffico ci sarà discontinuità». Milano, assicura, «ha certamente bisogno di parcheggi, per rendere il traffico più fluido. Ma saranno realizzati con un nuovo metodo. Mi sono vergognata quando in certi casi ho visto tagliare alberi d’alto fusto». L’attuale piano, assicura, «sarà sospeso e rivisto con la partecipazione dei cittadini già nella fase progettuale, con discussioni pubbliche nei consigli di zona che torneranno ad avere i poteri che meritano, e i risultati verranno publicati su un sito internet. Le opere rispetteranno il verde e i vincoli architettonici, perché alcune piazze e vie della città non dovrebbero vedere parcheggi».
La mente va alla recente contestazione del progetto per l’Arco della Pace, e sullo stop in questo senso non sembra che ci siano dubbi: «Quello non era nemmeno nel piano - puntualizza -. Nel rispetto dei contratti già stipulati, rivedrò tutti i progetti che si possono rivedere, e saranno molti. In certi casi, lo faremo anche laddove sarà necessario pagare un indennizzo». Applausi degli ambientalisti. L’attuale piano parcheggi era nato dal fabbisogno di 64mila nuovi posti rilevato dall’Agenzia per la mobilità nel 2000, «è in corso un nuovo studio aggiornato - spiega - che sarà pronto a giugno». Nel nuovo piano, assicura, «rafforzeremo i parcheggi di interscambio, ripenseremo la realizzazione di posti in prossimità di uffici pubblici, scuole, ospedali, assi commerciali, e interverremo per potenziare i mezzi pubblici nelle zone più trafficate. Garantiremo maggiore certezza sui tempi di realizzazione e i lavori dovranno essere meno invasivi per le attività commerciali e le abitazioni».
La ricetta, prosegue l’esperto ambientale e candidato nella lista Moratti, Edoardo Croci, conta anche «convenzioni con i garage privati e incentivi economici a chi realizza posti auto in aree private». Il consigliere comunale dei Verdi, Maurizio Baruffi, domanda alla candidata Cdl «come può mettere sotto tutela il sindaco e avere poi in aula le stesse persone che per 9 anni hanno sostenuto la sua linea». Ma Moratti replica, e risponde per tutti i cittadini presenti all’«assemblea», che non è «una politica e non ho una carriera politica da difendere, né interessi che mi possano spingere se non l’amore per la mia città. Il problema dei parcheggi mi sta a cuore e sto dalla vostra parte. Sui progetti già avviati cercherò di intervenire per minimizzare i danni, e intendo lavorare con tutti. Sarò felice se avrò l’aiuto dei Verdi perché l’ambiente è un bene prezioso che non sta né a destra né a sinistra. Con i partiti che mi sosterranno avrò un rapporto di dialettica costruttiva, ma se non sarò convinta di una cosa non la farò, non c’è partito che tenga: piuttosto me ne vado».