La Moratti: "Siamo una città virtuosa ma Tremonti fa di tutto per bloccarci"

Dopo i tagli in finanziaria, il governo congela 100 milioni per gli
investimenti. Il sindaco insorge: "Un duro colpo per i conti del
Comune". Garanzie sul 2015

Cento milioni di investimenti congelati. «È un problema serio, un colpo ulteriore per i conti del Comune, che già ha dovuto scontare una manovra per il 2009 da 160 milioni». Letizia Moratti non usa mezzi termini. È il quadro della situazione, dopo la riunione tecnica di martedì con cui ha fatto i conti degli effetti sulle opere milanesi della circolare Tremonti, inviata alle amministrazioni la scorsa settimana. E che, di fatto, esclude dal saldo tra entrate e spese del bilancio le risorse che provengono dalla vendita di immobili comunali e dividendi. «Faremo di tutto per non sforare il Patto di stabilità», assicura il sindaco. Che pure con una mozione bipartisan votata lunedì da tutto il consiglio, ha ricevuto il via libera anche in questa direzione. La Moratti vuole evitarla, ma «pur dichiarandoci disponibili a un percorso di dialogo con il Ministero dell’Economia», precisa che il Comune «non è in grado di assolvere alle condizioni indicate dalla circolare che obbligherebbe a una riduzione delle spese per il 2008 rispetto alla media del triennio 2005-2007, dunque in contraddizione col meccanismo stesso del Patto, che è fondato sul saldo storico tra entrate e spese». Un’altra volta si mette contro il governo e a fianco dell’Anci, per «portare avanti un’azione che non è di difesa delle realtà territoriali, ma di tutela degli interessi dell’intero Paese». Il sindaco usa parole pesanti, fa presente che Milano «è sempre stato un Comune virtuoso, modello per tutti» eppure si trova di fronte «a un imprevisto freno negli investimenti e alla crescita. Limitare o addirittura bloccare» la capacità di realizzare nuove opere «è come arrestare il processo di uscita dalla crisi, arrendersi, chinare la testa».
Almeno sui fondi che devono accendere la macchina Expo, arriva qualche certezza. Dopo che il presidente della società di gestione Diana Bracco due giorni fa ha scritto ai soci per battere cassa, è arrivata la risposta positiva di Comune e Regione. Palazzo Marino voterà nella giunta di domani l’aumento di capitale nella società, stanziando due milioni di euro, stessa operazione ha confermato il governatore Roberto Formigoni all’inizio della prossima settimana e «il governo - assicura - metterà i 4 milioni di euro di sua competenza molto rapidamente». Il presidente della Regione anticipa che il Tavolo Lombardia per discutere - anche col governo - delle infrastrutture legate ad Expo «si riunirà tra il 15 e 30 febbraio. Sul continuo rinvio della nomina di Paolo Glisenti ad amministratore delegato, Formigoni precisa «da parte mia non ho nessuna difficoltà, ma è una decisione che spetta al cda». Coi capitali quasi in cassa, la Bracco non esclude che «la prossima riunione del consiglio si tenga già la prossima settimana».
Se la macchina Expo «in casa» fatica a partire, fuori dai confini il progetto va a tutto gas, prova ne è la firma ieri di Comune, Regione, Fondazione Expo e l’ex presidente del Ghana John Kufour di un protocollo di intesa che è il punto di partenza per «Alliance for Africa», la fondazione che verrà creata entro il 31 luglio - da ieri esiste il comitato promotore di cui Kufour è presidente - e che sosterrà in Africa progetti di educazione, formazione professionale e salute, con 11 milioni stanziati dagli enti che aderiscono da qui al 2015.
L’«alleanza» verrà festeggiata stasera alle 21 con un concerto gratuito al teatro Dal Verme, a cui parteciperanno il creatore del Live Aid Bob Geldof, Salif Keità, Amandzeba, Gino Paoli, Alexia, Syria e Paola Iezzi.