Moratti sindaco, anche Bossi dà il suo appoggio

I lumbard: «A chi sarà in corsa per noi, chiederemo come immagina questa città e progetti di cuore»

Sabrina Cottone

«Letizia Moratti è un buon candidato» è la nuova spinta di Umberto Bossi al ministro dell’Istruzione. Il leader della Lega ha già detto sì a Silvio Berlusconi durante la cena di domenica scorsa a Arcore, adesso ufficializza il sostegno alla signora che il premier ha scelto come candidato a sindaco di Milano. In più Bossi aggiunge di essere convinto che la cosa migliore sia votare contemporaneamente per le Politiche e per Palazzo Marino: «Se le Politiche e le Comunali si faranno tutte e due insieme, la cosa andrebbe bene per la Moratti o comunque per il candidato della Casa delle libertà. Se invece si dovessero fare più tardi, la cosa diventerebbe più difficile». Conclusione: «La Moratti è un degno elemento, però se si fanno elezioni quando la gente va al mare allora diventa tutto più difficile».
A questo punto Letizia Moratti ha incassato il nulla osta di tutti i partiti della Casa delle libertà, anche se non ha ancora sciolto le riserve. Un ritardo che preoccupa l’Udc, mentre invece non agita Forza Italia né tantomeno An. Ignazio La Russa, vicepresidente del partito, invita al contrario a procedere con calma: «Abbiamo scelto Albertini a un mese dalle elezioni. In autunno siamo perfettamente in tempo per formalizzare il nome della Moratti, che è una buona candidatura». La Russa è convinto che sia il centrosinistra a doversi affrettare, perché sono loro a rincorrere la Casa delle libertà: «Noi lavoriamo su dieci anni di giunta Albertini, non sulla sabbia. Non abbiamo motivo di avere fretta».
L’Udc chiede invece decisioni rapide. Spiega il coordinatore cittadino, Pasquale Salvatore: «Attendiamo solo l’ok del candidato. Siamo assolutamente d’accordo sulla Moratti, la divergenza è sui tempi, perché mentre Forza Italia e An sono convinti che non ci sia fretta, noi invece pensiamo che la si debba avere. Non fidiamoci di sondaggi e umori, è necessario capire se il candidato Moratti ci sta o meno. Per questo chiediamo al ministro di sciogliere la riserva subito». L’incognita è che a dettare i tempi delle scelte milanesi sia la politica nazionale. Oggi l’ufficio politico dell’Udc si riunisce a Roma per decidere che ruolo giocare nella maggioranza: «Noi pensiamo che Politiche e Amministrative vadano in ogni caso accorpate. Se l’Udc decide di andare da sola a livello nazionale, allora anche alle comunali di Milano presenteremo un nostro candidato. E in quel caso sceglieremo una personalità forte».
La Lega milanese, come è ovvio, sostiene la scelta Letizia Moratti confermata da Bossi. Matteo Salvini, capogruppo in consiglio comunale, assicura: «Il feeling personale e politico con la Moratti c’è. In ogni caso prima di scegliere un candidato, chiunque sia, gli chiederemo come immagina Milano e non solo patti scritti come con Albertini, ma progetti di cuore». Massimiliano Orsatti, segretario provinciale della Lega, invita a concentrarsi sul programma: «Chiediamo al più presto un incontro tra i segretari di partito. La Moratti è un candidato forte, è stimata e conosciuta a Milano, ma non abbiamo neanche iniziato a discutere di programmi».