Moratti sindaco, parte la campagna di Forza Italia

Marcello Chirico

Il «motore azzurro» è stato acceso ed è pronto a far partire la macchina elettorale di Forza Italia in vista del doppio impegno elettorale - politiche e comunali - di primavera. A girare la chiavetta è stato il consiglio regionale del partito, radunato ieri all’hotel Marriott di Milano dalla coordinatrice lombarda Maria Stella Gelmini, riunione alla quale hanno partecipato circa 250 eletti, tra parlamentari nazionali, deputati Ue, consiglieri comunali, regionali e provinciali. Una convocazione arrivata dopo quasi due anni di inattività dell’organismo politico e che dimostra come, stavolta, il coordinamento regionale faccia sul serio e sia determinato a recuperare il terreno (leggi: voti) perso per strada, «senza badare agli alleati: stavolta noi ci muoviamo autonomamente. Perché - ha dichiarato con convinzione la Gelmini - Forza Italia punta, in Lombardia, ad ottenere un po’ovunque il 30% dei consensi. Solo a Milano, un elettore su tre vota per noi. Il nuovo sistema proporzionale dovrebbe aiutarci in questo senso, considerando che in questa regione non siamo mai andati al di sotto del 20% neppure in province difficili, come per esempio quella di Mantova».
Per arrivare a quel risultato sarà indispensabile però «il contributo di tutti», a cominciare dall’impegno full-time dei nuovi presidenti dei singoli comitati elettorali (praticamente una nuova versione dei collegi), che saranno 400 e verranno nominati domani a Roma con l’imprimatur del premier Berlusconi. A ciascuno di loro verrà consegnato un kit che consiste in una cartellina contenente dalle istruzioni fondamentali per strutturare un comitato sul proprio territorio ad un sunto del lavoro svolto nell’ultimo quinquennio dal governo Berlusconi, in modo da essere in grado di spiegare nel dettaglio all’elettorato le riforme realizzate, da quella della scuola alla devolution «che non è stata fatta per accontentare la Lega ma per modificare davvero la struttura dello Stato, dalla riduzione dei parlamentari allo snellimento dell’iter approvativo delle leggi», ha tenuto a sottolineare la Gelmini. A proposito poi dei programmi futuri, l’intera giornata di sabato 21 gennaio 2006 verrà dedicata alle «primarie dei programmi», dove ciascun elettore - attraverso dei questionari distribuiti ai banchetti di Fi - potrà contribuire alla stesura dei medesimi. «Noi preferiamo le primarie delle idee a quelle delle candidature», ha motivato questa scelta la Gelmini, che ha poi calendarizzato i prossimi impegni: cena natalizia col premier il 12 dicembre e assemblea di tutti gli eletti (compresi sindaci e consiglieri dei piccoli centri) il prossimo 17 dicembre, sempre a Milano.
Insomma, la mobilitazione generale è partita alla grande, «perché - come ha rimarcato pure il governatore Roberto Formigoni - le prossime elezioni saranno una battaglia all’ultimo voto, in cui saranno decisivi pure quelli marginali. Vincerà chi riuscirà ad avere una maggiore capacità di mobilitazione. Si sentono già le polveri della battaglia e noi dobbiamo essere pronti per tempo. Queste elezioni saranno diverse dalle precedenti, il sistema elettorale è diverso e perciò abbiamo bisogno di un’organizzazione capillare. Vincere non sarà facile, me neppure impossibile».
Ne è convinto pure il vice coordinatore nazionale Fabrizio Cicchitto, secondo il quale esistono forti possibilità per la Cdl di conservare pure Palazzo Marino. E qui entra in gioco la Moratti, che ancora deve sciogliere la riserva ma che la Gelmini ha confermato essere il candidato della Cdl: «Prima chiuderà il mandato da ministro e poi si dedicherà alla campagna elettorale, ma il nostro candidato è lei, le perplessità sono superate. La sinistra finge da aver scelto il candidato, noi ce l’abbiamo già». E, come ha rimarcato Cicchitto, «può vincere, poichè nel centrodestra non esiste alcuna lotta fratricida come invece registriamo a sinistra, dove assistiamo ad una gara vorticosa all’eliminazione del candidato. Basta vedere cos’è successo nei confronti di Veronesi».