La Moratti: "Sinistra già pronta a lottizzare enti e partecipate"

Il sindaco prevede: "Trasformeranno le società in bottino dei partiti".
Intanto il suo sfidante oggi diserta il confronto in tv: sedia vuota

Ci sarà una sedia vuota a Sky questa volta davanti a Letizia Moratti. Dopo la fuga ieri dal confronto sul Pgt davanti ad Assimpredil e alle associazioni dei costruttori preoccupate che una svolta del Comune a sinistra si traduca con il blocco del piano e dello sviluppo per la città, il candidato del Pd Giuliano Pisapia rifiuta anche il duello tv con il sindaco. Non ha ancora digerito il confronto tv del primo turno che finì con le accuse della Moratti su vecchi fatti giudiziari, un polverone di polemiche e una querela. Aveva chiesto le scuse e ieri il sindaco ha assicurato: «Gliele avrei fatte, ma quando bisogna parlare dei programmi per la città Pisapia scappa». E Sky Tg24 va avanti comunque con il «finto» faccia a faccia, in diretta questa mattina alle 10 e in replica alle 16 e poi alle 22. A condurre il confronto Emilio Carelli che lascia ovviamente la porta aperta a Pisapia fino all’ora x semmai ci ripensasse, ma «confermo la scelta di lasciare la sedia vuota per chi decidesse di non confrontarsi» avvisa il giornalista. Il portavoce del candidato Pd assicura che dopo il primo round finito tra le polemiche non ci saranno sorprese, «è un campo squalificato e anche la Moratti, su di lei pende una querela per diffamazione aggravata e non si è scusata nè ha detto chi le ha fornito notizie false». H avuto «due settimane per chiedermi scusa - conferma Pisapia - non servivano le telecamere». Ma il sindaco del centrodestra che già nei giorni scorsi ha teso per prima la mano all’avversario alla cerimonia per l’intitolazione dei giardini a Falcone e Borsellino e stamattina voleva scusarsi nella stessa arena del «fattaccio», conferma che «sui nostri programmi e soprattutto sulle differenze scappa, non ha accettato il confronto neanche in Rai. Non c’è oggi, non c’è domani, i cittadini hanno bisogno di conoscere i contenuti per scegliere il sindaco». E volendo sintetizzare i poche parole, il sindaco con un curriculum manageriale alle spalle avverte che «il programma di Pisapia non è sostenibile economicamente, per questo dovrà aumentare le tariffe e anche l’Ici per le seconde case, i negozi, i ristoranti, gli esercizi commerciali. I milanesi lo devono sapere». Soprattutto, accusa lo sfidante di voler trasformare gli enti e le società partecipate in un grande bottino per la lottizzazione delle poltrone. «Propone il sistema duale che ormai è stato abbandonato da tutti coloro che hanno capito che è solo un sistema di moltiplicazione dei posti e spreco di denaro - puntualizza la Moratti - abbiamo stimato che la perdita è di circa e milioni di euro all’anno». Doppi consigli per le partecipate uguale buco di bilancio comunale. A chi le ricorda che anche la sua giunta ha optato per il sistema nel caso di A2a ribatte che in quel caso «ci sono due realtà territoriali diverse, Milano e Brescia». Si parla invece del progetto di una holding per le partecipate, che potrebbe essere guidata da Alessandro Profumo: ieri Pisapia ha detto di non saperne «assolutamente nulla» e che «tutto quello che sulle partecipate c’era da dire e che faremo è scritto nel programma dove non si fanno nè nomi nè si parla di holding. È una cosa su cui riflettere». Ma incassa già il favore dell’Udc Pierluigi Mantini. Per il terzo polo, la scelta dettata dai leader nazionali è di non schierarsi a favore di un candidato. Ma dall’outing di voto a favore di Pisapia di Bruno Tabacci (Api) alle accuse a senso unico - anti Moratti - del finiano Palmeri, forse la linea di Casini e Fini si è spezzata a metà strada tra Roma e la Madonnina.