La Moratti sogna l’America ma «pensa» al Comune

Marcello Chirico

«Letizia Moratti è un candidato da sostenere». Probabilmente non è stata affatto tirata fuori a caso da Roberto Formigoni, durante la sua missione in terra statunitense, questa ennesima sollecitazione alla candidatura della signora ministra, ancora incerta sul suo futuro prossimo da politico. Perché l’invito del governatore lombardo (suggeritogli magari dallo stesso Berlusconi durante la loro colazione di lavoro a Washington) sembra avere un duplice destinatario: la diretta interessata (la quale ancora non si è pronunciata ufficialmente sulla questione, ma i bene informati dicono che lo farà entro Sant’Ambrogio) e chi gli sta intorno (i suoi principali consiglieri sono Bruno Ermolli, membro del consiglio di fondazione Scala, e il sottosegretario Guido Possa) affinché la convincano a sciogliere la riserva in merito alla sua possibile candidatura a sindaco di Milano. Perché la signora Letizia appare parecchio perplessa.
O meglio: la possibilità di poter diventare la prima donna-sindaco della capitale morale d’Italia la stuzzica molto, ma vuole essere certa di non fare un salto nel buio. E per questo, prende tempo. Anche perché vorrebbe sapere chi sarà lo sfidante, e un conto sarebbe stato vedersela con un candidato di altissimo profilo come Umberto Veronesi - col quale, secondo indiscrezioni raccolte da Il Giornale presso il suo dicastero romano, avrebbe volentieri ingaggiato la sfida per Palazzo Marino mettendo in conto pure una possibile sconfitta -, altra cosa misurarsi con candidati meno «eccellenti» e, magari, perdere. Per una vincente come lei, rappresenterebbe uno smacco difficilmente sopportabile. Per se stessa e la «casata» milanese che rappresenta.
La Moratti non avrebbe invece problemi a giocarsi un derby con una parente diretta come Milly Moratti, moglie di Massimo (e quindi sua cognata), nel caso in cui - come tra l’altro pare - quest’ultima dovesse tentare per una seconda volta la corsa alla carica di «prima cittadina» coi Verdi.
La sollecitazione formigoniana è partita dagli Usa, mèta che - sempre secondo le indiscrezioni delle ultime ore - la Moratti avrebbe preferito rispetto a quella pur prestigiosa di Palazzo Marino. Anziché il sindaco, la signora ministra avrebbe probabilmente più gradito un incarico come ambasciatrice italiana negli States o, in alternativa, come rappresentante dell’Italia alle Nazioni Unite. Due incarichi che avrebbe accettato al volo, ma che purtroppo il premier Berlusconi non le ha proposto e, pare, la Letizia se ne sia un po’ rammaricata.
Forse anche a causa di questa delusione adesso tentenna nell’accettare con entusiasmo la corsa a Palazzo Marino.