Moratti: "Sostegno alle associazioni" E presto andrà in visita in via Padova

Tettamanzi denuncia: &quot;Via Padova abbandonata dalle istituzioni&quot;. Replica della Moratti: &quot;Non è vero, da anni lavoriamo all'integrazione&quot;. E prepara la contromossa: sostegno alle associazioni e visita personale del sindaco nel quartiere<br />

Milano - Letiza Moratti replica a chi giudica Milano una città allo sbando. E per dimostrare la presenza delle istituzioni, si recherà personalmente in via Padova, teatro degli scontri di sabato scorso.

Sostenere associazioni Dopo gli incontri a Palazzo Marino con il parroco Don Piero e con le associazioni che operano in via Padova il sindaco andrà personalmente nel quartiere. Lo ha sottolineato lo stesso primo cittadino questa mattina a Palazzo Marino, a margine della festa per il carnevale ambrosiano con i bambini delle scuole: "Via Padova - ha detto la Moratti - è piena di associazioni, commercianti e tante realtà che continuano ad operare per una via che amano. C’è un lavoro che va fatto per rinforzare un tessuto sociale che c’è".

Non è una banlieue "Sono tante le iniziative che stiamo facendo per l’integrazione, attraverso ad esempio progetti di educazione, corsi linguistici e centri di aggregazione" ha detto il sindaco Letizia Moratti in merito anche alle parole dell’arcivescovo Dionigi Tettamanzi che aveva parlato di un abbandono della zona da parte della politica. "Quello che è successo è un episodio assolutamente drammatico, ma racconta quello che nelle grandi metropoli esiste: un fenomeno di violenza tra ragazzi. Non è assolutamente uguale a quello avvenuto per esempio nelle banlieue parigine, quella era una rivolta contro lo Stato, qui è stata una rivalità fra ragazzi".

Presidio interetnico In conclusione del suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato l'importanza delle manifestazioni svoltesi in questi giorni: "Il fatto che siano programmate manifestazioni congiunte tra comunità maghrebine e sudamericane dimostra la volontà comune di superare questo episodio e di ricostruire quella capacità di convivenza civile che nella nostra città esiste".