La Moratti: "Via gli stranieri senza reddito"

Il sindaco Milano chiede una nuova convocazione del Tavolo per la sicurezza. Poi spiega: "Coniugare accoglienza e legalità, il Patto di Milano con i rom diventi modello nazionale"

Milano - Via gli stranieri che non dimostrano avere un reddito, o per semplificare, un lavoro. A dirlo è il sindaco di Milano, Letizia Moratti. Milano è una delle città in prima linea nell'emergenza rom, ma anche quella che più si è impegnata sul delicato doppio fronte integrazione e accoglienza ma rispetto della legalità e della sicurezza.

«Ho già anticipato a Minniti, che si è detto d’accordo, e lo farò nelle prossime ore attraverso l’associazione dei Comuni (Anci), di una riconvocazione del Tavolo per la sicurezza per rivedere durante il percorso parlamentare alcuni aspetti (tra cui in particolare l’espulsione di chi non ha mezzi di sussistenza adeguati per stare in Italia) del decreto ma anche per rivedere in maniera più puntuale quella parte del pacchetto sicurezza che noi sindaci aveva chiesto venisse realizzata attraverso decreto ed invece è stata avviata sotto forma di disegno di legge», ha spiegato la Moratti a margine del convegno «Integrating cities II» in corso a Milano, a proposito del pacchetto sicurezza del governo.

"Patto" con i rom modello per l'Italia" Sulla questione dei rom, il sindaco del capoluogo lombardo si augura che il patto sottoscritto a Milano con i nomadi del campo di Triboniano «possa diventare un piattaforma politica per il nostro governo e per l’Europa». Per la Moratti si tratta infatti di un patto basato «sul binomio accoglienza e integrazione da un lato e garanzia di sicurezza per tutti, anche per gli immigrati, dall’altro». Sul timore di un rimpatrio forzato di massa espresso in questi giorni dai rom, il sindaco spiega: «Chi rispetta le leggi del nostro Paese non deve aver alcun timore, il patto che abbiamo firmato è molto chiaro: parla di mandare i bambini a scuola, di rispettare le norme igienico-sanitarie e di avere un lavoro. A queste condizioni nessuno deve avere paura».