Moratti: «Tagli per 200 milioni ma provo a non alzare le tasse»

Il sindaco dopo l’incontro con il governo: «Si è fatto qualche passo avanti, Roma però è stata trattata molto meglio di noi»

Chiara Campo

La temuta «vendetta» contro le città del centrodestra è arrivata puntuale e secondo copione. I sindaci dei Comuni rossi o dell’Ulivo, Sergio Cofferati per Bologna, Sergio Chiamparino per Torino, Walter Veltroni per Roma, Leonardo Domenici per Firenze sono usciti soddisfatti ieri dall’incontro tra governo ed enti locali. L’obiettivo era contenere i danni della Finanziaria. «Parzialmente soddisfatta» Rosa Russo Iervolino, per Napoli. Milano invece, roccaforte della Cdl, «non ha avuto alcun beneficio rispetto a tanti altri Comuni», ha commentato Letizia Moratti, riconoscendo comunque che «sono stati fatti passi in avanti».
Il faccia a faccia è iniziato intorno alle 13 e trenta. Nell’«arena» di Palazzo Chigi, il premier Romano Prodi, i ministri Tommaso Padoa Schioppa, Giuliano Amato, Vannino Chiti, Linda Lanzillotta, il viceministro Vincenzo Visco e i sottosegretari Enrico Letta e Nicola Sartor per il Governo, mentre accanto ai sindaci, per le Province, oltre al presidente dell'Upi Fabio Melilli, era presente quello di Roma Enrico Gasbarra. La Moratti ha puntato il dito contro una disparità di trattamento tra Milano e la capitale. «Roma - ha puntualizzato - da questa manovra ha avuto 610 milioni di euro di incrementi. Milano invece deve fare i conti con decrementi di duecento milioni. Non ho voluto sollevare il problema in questa sede, perché c'erano altre priorità. I passi avanti sono stati fatti, ma abbiamo chiesto una manovra equa e bisogna ancora affrontare due questioni importanti: quella della sicurezza e quella relativa alle opere infrastrutturali». Con la cancellazione del tetto degli investimenti, assicura, la scure «si alleggerisce significativamente, quindi riconsidereremo la necessità o meno di un aumento delle aliquote Irpef». Ci auguriamo ulteriori approfondimenti in tempi rapidi». E Moratti non digerisce che i Comuni «virtuosi» debbano assorbire i debiti delle amministrazioni che non hanno osservato il patto di stabilità. Sul tema della sicurezza, la Moratti e Rosa Russo Iervolino hanno nuovamente sollecitato l’impegno del governo, e il ministro dell’Interno Amato ha assicurato che sarà aperto un tavolo dedicato al problema nelle grandi aree urbane.
La Finanziaria 2007 mette in allarme anche il settore farmaceutico. Ieri Assolombarda ha denunciato che i pesanti interventi «unilaterali» varati dalla legge «rischiano di mettere in ginocchio l'industria del farmaco, soprattutto a Milano dove c’è il principale polo della sanità italiano». Circa il 50 per cento della farmaceutica nazionale, riferisce Assolombarda, sia in termini di risorse umane sia in termini di valore aggiunto, è lombardo e di questi il 90 per cento è concentrato nel territorio milanese. Se il Governo non rivedrà le norme, denuncia, «molte aziende, indebolite dai tagli alle entrate, avranno contraccolpi occupazionali e potrebbero anche correre il rischio di chiudere».