Moratti, ticket auto e taglio dell’Ici prime sfide

Pedaggio d’ingresso per gli automobilisti non residenti: meno code e inquinamento

Per ora è un libro dei sogni. Ma donna Letizia sembra una tipa tosta e poco disposta a dimenticarli nel cassetto. Diciannove paginette per cambiar la faccia a Milano. Le ha volute leggere tutte, come da programma, quando in consiglio comunale s’era già fatta notte. E non c’è stato il tempo per gli interventi di commento dei capigruppo, rinviato alla prossima seduta.
«Libertà, responsabilità e partecipazione» la sacra triade a cui il signor sindaco promette obbedienza. Solo belle parole, se a dar concretezza non ci fossero i primi impegni già presi con i milanesi. Due promesse innanzitutto: il «sostegno al reddito per le famiglie» e poi «lo sviluppo di Milano in Italia e nel mondo». Per quanto riguarda il primo punto, le misure vanno dal taglio dell’Ici sulla prima casa, alla promessa di alloggi a prezzi calmierati. Dal blocco delle tariffe, agli abbonamenti gratuiti per i mezzi pubblici concessi ai pensionati al minimo. Lavoro per le donne a cui deve essere garantita la possibilità di conciliarlo con la vita familiare, casa e lavoro anche per gli extracomunitari regolari.
Per garantire una «Milano più vivibile», sarà indispensabile l’impegno ecologista. «Mobilità, trasporti e ambiente - assicura la Moratti - sono interconnessi». E dunque comune è la cura. Che parte dalla drastica riduzione dei veicoli che ogni giorno entrano a Milano. Per loro è già pronto il ticket d’ingresso. Un pedaggio per contrastare l’inquinamento che sarà richiesto a tutti gli automobilisti non residenti. Secondo un calcolo almeno mezzo milione di auto, autocarri, furgoni ogni giorno. Graziati solo gli Euro 4 e gli ecologici. Prezzo da stabilire (forse tra uno e 3 euro), ma proporzionale alle emissioni inquinanti. «Una misura che - assicura il nuovo sindaco raccogliendo l’eredità Albertini -, ridurrà lo smog e fluidificherà il traffico. Ma che andrà però accompagnata da altre iniziative, come i parcheggi esterni, le tariffe urbane ed extraurbane più convenienti, i mezzi pubblici che non aumenteranno per cinque anni, gli sconti per le famiglie, la gratuità per i bisognosi».
Drastica anche la cura per una Milano più internazionale. Nel programma si legge di riqualificazione della città con particolare attenzione alle periferie, nascita di infrastrutture, incremento delle aree verdi, sviluppo di fonti energetiche alternative, nuovi sistemi di movimentazione merci e logistica integrata. E poi quella che dovrebbe essere la carta vincente, i servizi di supporto per l’attrazione di nuove attività produttive, soprattutto dall’estero.
E i soldi? Anche qui, almeno sulla carta, la Moratti sembra aver le idee piuttosto chiare. Emissione di «bond Milano», finanziamenti europei messi a disposizione delle città grazie ai Fondi strutturali e alla disponibilità della Banca europea di investimenti per le infrastrutture immateriali. «Telecomunicazioni e reti di conoscenza, oggi principale motore della creazione di ricchezza».