Moratti in trincea per la sicurezza: «Più agenti in tutte le periferie»

«Io questa battaglia non la mollerò». La battaglia è quella per la sicurezza e il sindaco Letizia Moratti, il giorno dopo aver presentato al Giornale il suo pacchetto sicurezza da contrapporre a quello imbelle del governo, annuncia che tirerà dritto. Che chiederà ancora udienza ai colleghi sindaci e al premier Romano Prodi. «Non vorrei che le convocazioni si facessero sempre dopo le tragedie - attacca decisa -. Davvero non può più essere questo il metodo. Pretendiamo provvedimenti urgenti che diano risposte vere nella lotta alla criminalità». Alle spalle il commissariato di via Primaticcio. Zona difficile, poco lontani i casermoni di Giambellino e Lorenteggio. Ma anche la stazione di San Cristoforo, un punto caldo che il Comune chiederà alle ferrovie di riqualificare al più presto. «Un presidio importante - spiega il questore Vincenzo Indolfi -, una zona riconquistata a una maggior sicurezza. Abbiamo già controllato i campi nomadi, stiamo lavorando su alcune situazioni di degrado in contatto con i rappresentanti della circoscrizione».
Quello di Lorenteggio è una delle dieci strutture, tra commissariati e caserme, costruite da Palazzo Marino a proprie spese con un investimento totale di 30 milioni di euro. Progetti affidati e realizzati da Metropolitana Milanese, società partecipata al cento per cento dal Comune. «Tutte strutture – precisa il sindaco - collocate nella cintura periferica a partire dal presidio realizzato all’interno della Fiera di Rho–Pero. Poi sono arrivate Primaticcio-Lorenteggio e viale Monza angolo via Platone. Costruite, ma vuote perché rimaste vuote e senza uomini di servizio. Dopo la manifestazione del 26 marzo sono arrivati gli uomini che avevamo chiesto. Adesso ognuna di queste strutture ha cinquanta uomini in servizio e servono in modo eccellente zone che richiedevano con urgenza un presidio costante». Al commissariato Lorenteggio il presidio è continuo ventiquattr’ore su ventiquattro perché all’interno ci sono anche gli alloggi per le forze dell’ordine. «Il controllo capillare e il controllo del territorio – le fa eco il vicesindaco Riccardo De Corato – è il primo fondamentale passo per garantire la sicurezza della città. Con questa nuova struttura viene sottratto ulteriore spazio di manovra all’illegalità».
Gli altri commissariati sono quelli di Bonola nel quartiere Gallaratese (Zona 8), Lambrate in via Feltre (Zona 3), Quarto Oggiaro in via Satta/Traversi (Zona 8), Mecenate (Zona 4), viale Monza/Platone (Zona 2) e Scalo Romana in via Chopin (Zona 5). Nuove sedi per i carabinieri alla Barona in via Lago di Nemi (Zona 6), San Cristoforo in via Bianca Milesi (Zona 7), Gratosoglio in via dei Missaglia (Zona 5). «La sicurezza - le parole del prefetto Gian Valerio Lombardi - riguarda tutto il territorio. Per poter operare abbiamo bisogno di strumenti efficaci. Speriamo che l’approvazione del pacchetto sicurezza sia veloce. Spesso sento chiedere più uomini delle forze dell’ordine, ma credo che sia importante ottenere leggi efficaci e certezza della pena».