Moratti: «Troppi stranieri? No, un’Inter così dà lustro»

«Polemica strumentale, per me sono tutti uguali»

«Non ci sono rimasto male perché sinceramente lo trovo molto strumentale, politicizzato, ed è qualche cosa che non ha niente di vero»: così il patron dell'Inter Massimo Moratti ha commentato l'editoriale del quotidiano La Padania molto critico nei confronti della formazione senza giocatori italiani schierata da Mancini in Champions.
«Io - ha spiegato Moratti - non riesco a vedere questa differenza tra italiani e stranieri, quindi ho molto rispetto per loro. Siamo uguali, a meno che qualcuno non mi venga a dire qualcosa di diverso, e quindi non sento assolutamente questa vergogna. Mi dispiace che ci sia ancora chi la pensa così. Comunque ognuno può avere le proprie opinioni, io ho le mie e sono queste».
Moratti ha negato che questa polemica possa infastidire la tifoseria nerazzurra: «Abbiamo tifosi intelligenti, una cosa di questo genere non offusca proprio un bel niente. Anzi, forse dà lustro». «C'è un modo di vedere lo straniero - ha proseguito Moratti - e cioè come una manovalanza o in sostituzione dei lavori umili che gli italiani non fanno più. Oppure, lo si può vedere con la parità di diritti che la globalizzazione vuole per le merci, ma noto che certamente per gli uomini si fa più fatica a pensarla in questo modo». Anche perché nei giorni scorso Moratti aveva dichiarato: «Nel nostro calcio gli italiani rimangono il settanta per cento del totale e dunque non mi pare che ci sia un allarme rosso».
Il patron nerazzurro è poi tornato sulla gara di mercoledì e ha elogiato la prestazione di Adriano: «Ha giocato molto bene, sono molto felice e spero che continui così perché questo è necessario. Anche il resto della squadra mi sembra abbia giocato con più brillantezza, pure in una situazione difficile come quella di San Siro. Domenica avranno la possibilità di dimostrare questo loro stato di vena». Infine una battuta su Cassano, il tormentone del momento, in bilico tra Inter e Real Madrid: «In questo momento, proprio non ci sto pensando».