La Moratti come Della Valle «Pronta a finanziare Brera»

Letizia Moratti scende in campo per la cultura milanese. L’ex sindaco di Milano, infatti, ha deciso di mettersi in gioco in prima persona in nome di un’eccellenza della nostra città, dell’orgoglio nazionale e del suo spiccato amore per l’arte e per la cultura. Così ieri ha svelato il suo piano di salvataggio per la Grande Brera, il mega progetto per l’amplimento della Pinacoteca e il trasferimento conseguente dell’Accademia, di cui si parla ormai da anni. Risolta la spinosa questione del trasferimento dell’Accademia alla caserma Magenta (l’ex distretto militare di via Mascheroni) il problema - quasi inutile dirlo - è la mancanza di fondi. Ora le parole pronunciate dal sindaco dopo la sconfitta elettorale: «Io amo la mia città e continuerò a impegnarmi per Milano», cominciano a prendere forma. Il primo passo: guidare una cordata di imprenditori internazionali affinchè il progetto - che vede impegnati ministero per i Beni culturali, Regione Lombardia, Comune di Milano - possa divenire realtà, in tempo per l’appuntamento di Expo, altra «creatura» di Letizia Moratti.
«Sono pronta a mettermi alla guida di un gruppo di imprenditori italiani ed esteri per portare a completa realizzazione il progetto della Grande Brera, che potrà così diventare il polo museale e accademico più importante in Italia, facendo di Milano un’indiscussa capitale europea della cultura - ha annuciato -. Ho avviato in questi giorni con il Commissario di Governo per la Grande Brera, Mario Resca, il tavolo di lavoro che dovrà sin dalle prossime settimane definire i passaggi procedurali e il quadro economico per le opere di ristrutturazione e di restauro della parte museale insieme al potenziamento dell’Accademia». Il modello di riferimento? L’impresa e la generosità di Diego della Valle per il restauro del Colosseo e la cordata di imprenditori francesi che sta tentando di salvare Pompei.
«È un progetto - spiega l’ex sindaco - che conosco molto bene per averlo avviato quando ero ministro dell’Istruzione e per aver esercitato in questi ultimi anni un’azione costante di spinta e di indirizzo che, tra l’altro, ha portato all’intesa con il ministero della Difesa, individuando nella caserma Magenta la sede che potrà ospitare l’Accademia. Come sindaco, ho promosso il progetto della Grande Brera tra quelli di interesse nazionale in vista di Expo 2015 e mi adopererò ora perché questo appuntamento tra la grande cultura milanese e il grande evento di Expo possa realizzarsi. Lo spirito di servizio per il Paese che mi anima in questo delicato momento di risorse pubbliche limitate - prosegue Letizia Moratti -, la convinzione che l’orgoglio nazionale possa fare leva sulla valorizzazione dell’identità culturale dell’Italia e il mio amore per Milano, mi hanno spinto ad assumere questa grande responsabilità, ma occorre che le istituzioni permettano di definire rapidamente un percorso chiaro e credibile. Solo in questo modo si potranno creare le condizioni per una larga partecipazione di forze private, che io potrò aggregare in Italia e all’estero». Ora la palla passa alle istituzioni e alla loro capacità di «fare squadra»: quella della Grande Brera potrebbe così diventare un’imperdibile occasione per mettere a punto il modello di collaborazione tra privato e pubblico.