Moretti: che flop il No Cav day, e Di Pietro è un irresponsabile

da Roma

«Continuiamo così, facciamoci del male». Se si fosse trovato sotto il palco di piazza Navona durante l’intervento di Sabina Guzzanti, Michele il protagonista di Bianca avrebbe reagito così. Con una di quelle battute fulminanti, tenere e malinconiche, che rappresentano la firma di Nanni Moretti. Purtroppo per il regista il No cav day celebrato a Roma due sere fa non era un film ma una manifestazione reale che oltretutto si richiamava a girotondi e movimenti di morettiana ispirazione. Accostamento che l’autore respinge, confessandosi «avvilito e frastornato» per la valanga di oscenità riversata in piazza da Beppe Grillo e dalla Guzzanti.
«Gli organizzatori sono stati degli irresponsabili», commenta con amarezza Moretti che si trova a Fiesole per il premio Maestri del cinema. «Mi dispiace che in questo disastro siano state coinvolte persone come Rita Borsellino che ha fatto un bel discorso ma quando si organizzano queste cose bisogna distinguere», prosegue.

Un grave errore dare spazio a Grillo e Guzzanti che con i loro interventi hanno «oscurato gli obiettivi della manifestazione» arrivando anche a cancellare la stagione dei movimenti del 2002», che ovviamente il regista ritiene «altra cosa» rispetto a quanto si è visto in piazza a Roma martedì scorso.

Quanto è accaduto però, ammette Moretti, finisce per dare ragione proprio a chi aveva letto il fenomeno dei girotondi in modo caricaturale. «Purtroppo ora quella caricatura è diventata realtà», riconosce il regista, che individua fra i responsabili prima di tutto i dirigenti del Partito democratico intempestivi sia nel fare sia nel non fare.

«Mancano i progetti politici, mancano le persone e mi sembra pure che manchi la generosità - osserva Moretti -. È un periodo piuttosto intenso per l’autodistruttività del centrosinistra. Alla sinistra del Pd c’è uno spazio che però non viene riempito da niente e da nessuno».
Ma la Guzzanti non si smuove nonostante l’analisi di Moretti e le critiche pesantissime che le sono piovute addosso. Dal suo blog annuncia di non avere alcuna intenzione di fare retromarcia. Anzi, rincara la dose. Dopo aver accusato hacker professionisti di aver temporaneamente oscurato il sito ringrazia i fan e accusa i mezzi di informazione di assolvere «alla loro funzione repressiva di fronte a qualunque forma di dissenso».

La Guzzanti poi se la prende con il presidente della Camera Gianfranco Fini accusandolo «di offenderci da anni» e promette di continuare a dire «quello che cazzo ci pare». L’attrice si dice pure onorata da un’eventuale accusa di vilipendio perché si tratterebbe di un’ulteriore prova del fatto «che siamo governati da un regime fascista» e assicura che «il turpiloquio può essere usato in modo nobile ed elegante».