Moretti: «Eurostar corre verso Piazza Affari»

da Milano

«Per Eurostar è in progetto una parziale privatizzazione, poi vedremo come andrà a finire in Borsa». Così Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, ha rivelato, durante il convegno inaugurale di Eire, l’intenzione del gruppo di aprire ai privati una parte della divisione Eurostar. Tuttavia sulla possibilità di collocare la società a Piazza Affari il numero uno di Ferrovie dello Stato ha mostrato molta cautela. «Prima bisogna fare il progetto - ha detto Moretti -, poi vedremo, anche perché prima di andare in Borsa bisogna avere tre anni di utili come società».
Poi, Moretti getta acqua sul fuoco sull’ipotesi di un taglio dei trasporti locali, dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del presidente Innocenzo Cipolletta sul rischio di un taglio del 10% dei treni pendolari entro il 2008, in mancanza di nuove risorse, stimate in circa 250 milioni di euro, da parte delle Regioni. Un rischio contro cui le organizzazioni dei consumatori hanno già minacciato di dare battaglia, ma che Moretti definisce un’ «amplificazione della stampa».
«Stiamo ragionando con il nuovo governo - ha aggiunto il numero uno di Fs - sulle risorse necessarie, visto che la scorsa Finanziaria le aveva tagliate: sono convinto che in Italia nessuno vorrà tagliare i treni perché sarebbe una rivoluzione».
Moretti ha ammesso che mancano all’appello 240 milioni. «Credo che in sede di previsione di bilancio - ha affermato - il governo possa rivedere questa situazione. Per parte nostra continueremo la nostra pianificazione che è fatta di cose difficili: risanare l’impresa, rilanciare i servizi e vedere, se ci sono risorse, per fare treni nuovi per il trasporto locale come chiedono i pendolari».
«Se avessimo per il trasporto locale - è stata l’ultima considerazione di Moretti - gli stessi soldi che hanno a disposizione Germania e Francia saremmo fortemente in attivo». Infine, l’amministratore delegato di Fs ha confermato che il gruppo potrà «a brevissimo» indire nuove gare d’appalto per la pulizia dei treni. I contratti che le Ferrovie hanno oggi con diverse società e che saranno risolti, dopo una valutazione negativa da parte di un ente terzo individuato con le associazioni dei consumatori, ammontano a circa 190 milioni di euro l’anno.