Moretti fa il democristiano: «Lavoriamo insieme»

Il neodirettore del Torino Festival: «Basta polemiche. Chiamerò registi bravi e avrò l’aiuto di Cinema Giovani»

da Torino

Il romano Nanni Moretti come direttore della 25ª edizione del Torino Film Festival (Tff) è conseguenza della prima Festa di Roma. Infatti, per restare seconda manifestazione cinematografica internazionale con sede in Italia, il Tff deve subito scavalcare la Mostra di Venezia, prima cioè che le maggiori case di distribuzione offrano al Lido i film dell'autunno prossimo che non avranno la miglior vetrina possibile nella Festa di Roma. E il progetto della 25ª edizione ne è consapevole, poiché dichiara «prioritario» sottrarsi al «rischio saturazione creato dai Festival di Venezia e Roma».
Il «colpo Moretti» potrebbe esser decisivo nel duello con Venezia, contribuendo a relegare la Mostra in terza posizione, con ulteriore crollo dei finanziamenti privati nell'esiguità di quelli pubblici. Il Tff ha invece dietro Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino, resi euforici dal frutto proibito delle Olimpiadi invernali e decisi a rilanciare nel terziario una città e una regione con problemi.
Lo slancio del quotidiano locale nel denigrare tutto ciò che si vedeva sugli schermi alla Festa di Roma (Catherine Deneuve definita «incapace», dopo quarant'anni di professione!) aveva reso evidente un nervosismo generale, più che dei fautori di Moretti direttore: Alberto Barbera e Stefano Della Casa, entrambi ex direttori del Tff. Essi hanno capito che, alla portata del «sorpasso» di Torino, non c'è Roma: c'è Venezia.
Ma la conferenza stampa torinese di ieri è stata anche momento di rimembranza, con Moretti presentato ai giornalisti da un ex collaboratore del Giornale (epoca Montanelli), Marco Vallora, che però davanti a Moretti ha evocato solo quando la sua firma appariva sulla Gazzetta del Popolo. Era infatti il 1977 e un regista esordiente girava l'Italia con l'unica copia (era un super 8) del suo primo film, Io sono un autarchico... Indovinate chi era il regista?
Ma la nostalgia canaglia ha preceduto la doverosa dichiarazione d'intenti. «Un mese fa sono stato contento - ha detto Moretti - dell'invito a dirigere il Tff. Poi le polemiche m'avevano fatto rinunciare». Perché ora ha rinunciato alla rinuncia? «Perché ho ottenuto - ha spiegato paziente il neodirettore - che la 25ª edizione (la prossima) continuasse quelle dirette da Barbera, Della Casa, Rondolino, D'Agnolo Vallan e Turigliatto e che si coinvolgesse l'associazione Cinema giovani». Belle parole, che facevano pensare a quegli slogan da congresso Dc, tipo «Avanti al centro»...
«Ho proposto - ha tranquillizzato ancora Moretti - a chi mi precedeva (Roberto Turigliatto e Giulia d'Agnolo Vallan - ndr) di lavorare con me per il Tff. Attendo risposta. Il tempo delle polemiche è finito. Comincia il tempo del lavoro. Questa manifestazione mi ha visto spesso come regista e come spettatore, sempre a mio agio. Da li partirò». Un cinefilo duro e puro ha chiesto a Moretti se il suo Tff manderà al cinema anche «casalinghe, braccianti, pastori». Alludeva a Sogni d'oro, film di Moretti dove un critico impegnato esigeva che lui andasse verso le masse. «Il mio intento - ha bofonchiato Moretti - è invitare registi e attori bravi e noti, più perché bravi che perché noti». Un altro morettiano temeva che l'attività di Moretti come direttore a Torino contrastasse con quella di regista a Roma. «Per quest'anno - gli ha risposto Moretti - non prevedevo di lavorare da regista». Se ne arguisce che, se Moretti nel 2008 tornerò al suo mestiere, lascerà il Tff. Nessuno l'ha eccepito. Giusto: vano rovinare l'inizio con l'ombra della fine.