Moretti: «Ferrovie in utile nel 2010»

Con i lavori sulla Milano-Venezia è sempre più vicino l’obiettivo di compiere la tratta in due ore. Ma per il sottosegretario De Piccoli, Trenitalia è un disastro

da Milano

«I conti delle Ferrovie dello Stato nel 2007 registreranno un forte miglioramento, e si verificherà un’inversione della tendenza degli ultimi anni grazie al taglio di sprechi e di costi». Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo Fs, si è detto fiducioso di portare i conti in attivo entro 2010. Il manager ha inoltre annunciato: «Stiamo preparando il budget, inserito nel piano industriale che dev’essere approvato dal governo». Il piano prevede per il 2007 tagli alle spese per 150 milioni di euro, inseriti in una complessiva riorganizzazione industriale delle ferrovie.
Parlando ieri a un convegno a Brescia, Moretti ha osservato che «tra Roma e Napoli con l’Alta velocità si viaggia meglio che in Giappone» e ha fatto un lungo elenco delle tratte ferroviarie che entreranno in funzione nei prossimi anni a partire dal potenziamento della Milano-Venezia, «il pezzo più importante di connessione ferroviaria da realizzare, senza la quale è inutile parlare di valichi». A luglio «finiremo la Milano-Treviglio sbottigliando così tutto il quadrante Est della Lombardia». Sull’altro lato della tratta, a breve «si concluderanno i lavori anche sulla linea Padova-Venezia» rendendo raggiungibile l’obiettivo di andare in due ore da Milano a Venezia.
Certo Moretti non si è nascosto le «spine» nello sviluppo ferroviario e infrastrutturale. A cominciare «dalla programmazione nello sviluppo del territorio»: «Ovunque - ha spiegato - ci vogliono far andare sottoterra, ma le opere non possono seguire uno sviluppo territoriale impazzito. Serve invece - ha aggiunto - un minimo di pianificazione territoriale, bisogna programmare dove c’è espansione produttiva e territoriale e dove il territorio viene vincolato ai corridoi europei».
Inoltre è necessario «selezionare i punti di investimento», materia in cui «siamo un disastro»: l’esempio è quello della Germania che ha puntato su quattro porti e non su «150 come abbiamo fatto noi». E quando si realizza un’opera in project financing «serve certezza di costi» mentre i «mille timbri» della burocrazia italiana allontanano gli investitori che «vogliono recuperare i soldi investiti in un’opera».
Alle parole fiduciose di Moretti hanno fatto eco, da Treviso, quelle del sottosegretario ai Trasporti, Cesare De Piccoli, secondo il quale «la situazione di Trenitalia è diventata troppo preoccupante e la sua crisi strutturale non giustifica i continui disservizi». «Non è più possibile tollerare - ha spiegato l’esponente di governo - che l’incidente di un treno metta in tilt l’intero sistema del Nordest, perché significa che oltre a un problema di materiale rotabile che, per quanto nuovo, può essere soggetto a guasti, c’è anche una questione di pronto intervento e di gestione dei momenti di crisi». «Per superare la situazione - ha aggiunto - dovremo pensare a misure di riforma molto più strutturali».