Moretti (Fs): «L’obiettivo è il pareggio operativo»

da Milano

Dottor Moretti, qualche mese fa lei ha minacciato di portare i libri contabili delle Ferrovie in tribunale, tanto erano malmessi. Poi non è accaduto, e mi sembra che tutto proceda come prima...
«Abbiamo chiuso il 2006 - risponde Mauro Moretti, ad del gruppo Ferrovie dello Stato, che ieri ha inaugurato il restauro dello storico Padiglione reale della Stazione centrale di Milano - con 2,2 miliardi di perdite».
Peggio delle previsioni.
«Sì, il rosso doveva essere di 1.980 milioni, poi è peggiorato perché nelle merci si è proceduto a svalutazioni che non erano state fatte negli anni precedenti».
Ma i libri in tribunale non li avete portati.
«Il governo ci ha accordato dei soldi in più come contratto di servizio per il trasporto locale».
Intanto state lavorando in una logica di risanamento.
«Sì, innanzitutto tagliando i costi superflui, a cominciare dall’amministratore delegato».
Il suo emolumento è inferiore a quello dei suoi predecessori...
«Sì, ma non è questione solo di emolumenti. C’è tutto un contorno di spese sulle quali incidere. Questo vale per tutti i dirigenti e per tutte le aree».
Quanto risparmierete?
«Nel 2007, 150 milioni».
Non sono risolutivi.
«Ma poi c’è il lato della produttività. L’azienda ha capito che deve fare di più. E nei primi due mesi siamo andati nella direzione giusta».
Ci sono stati anche gli aumenti tariffari.
«Positivi, e il mercato li ha retti bene. Sono stati differenziati in relazione alla qualità, e il valore percepito del servizio è superiore».
Sicuro?
«Basta un confronto, per esempio, tra l’Eurostar e il Tgv francese: loro hanno molti più ritardi di noi».
Su cos’altro lavorate?
«Sulle merci. Vogliamo concentrare le risorse dove c’è la domanda: finora erano sparse in mille rivoli, senza massa critica. Ai clienti intendiamo dare qualità, con ritardi non superiori ai 30 minuti, quando in passato erano di giorni. Rivedremo i prezzi, dando trasparenza là dove c’erano differenze non giustificate tra clienti. Ci aspettiamo aumenti del 20%, senza flessioni di domanda».
Che obiettivi di bilancio avete?
«Grandiosi, da far tremare le vene ai polsi. Una sfida».
Quantifichi.
«Nel 2008 vogliamo portare a zero il margine operativo lordo».
Cioè in pareggio. Di quanto sarebbe il recupero?
«Di 800 milioni».
Lo Stato quanto ci mette?
«I contributi previsti dalla legge finanziaria già approvata. E poi ci vuole tanto olio di gomito».
Che investimenti farete?
«6,5 miliardi per il trasporto locale. Abbiamo già ordinato 150 locomotive per i treni regionali».
È vero che volete riprendervi Grandi Stazioni?
«No, abbiamo già la maggioranza, il 60%».
Ma la gestione è dei privati
«La regia la faccio io».
Avete avuto contrasti?
«No. Ma non era possibile che i progetti fossero praticamente fermi da sei anni. Si tratta di puntare decisamente alla redditività, nell’interesse di tutti i soci».
E quindi?
«Completare rapidissimamente gli investimenti per avere al più presto i ritorni sul capitale investito».
Lo sciopero di oggi (ieri per chi legge) era sul piano.
«Il piano che ho presentato al governo è un vero piano di sviluppo che si basa sul trasporto locale».