Morgillo (Fi) accusa: «La Regione spreca e si rifà con le tasse»

Luigi Morgillo </B>«Burlando dice che non ci sono soldi ma va in missione in Libia e apre sedi a Shanghai e New York»

Luigi Morgillo, capogruppo di Forza Italia in Regione, adotta la strategia che più gli piace: attaccare un giorno sì e l’altro anche, in aula e fuori, dovunque si presenti l’occasione per chiarire cosa significa stare all’opposizione, ma non rassegnarsi mai. Documenti alla mano: esibisce cifre, dati, fatti che è arduo contestare. Anche questa volta l’esordio è un assalto in piena regola, condito dall’abituale ironia. «I giornalisti, gli editori - sbotta Morgillo - loro sì che dovrebbero ringraziare il nuovo corso in Regione...».
Che fa, Morgillo, ci scherza su?
«Neanche per sogno. Prendo atto del fatto che la giunta di centrosinistra ha aumentato la voce di bilancio che riguarda l’acquisto di giornali e riviste. Mica poco: 50mila euro per rimpinguare il relativo capitolo di spesa».
Vuol dire che voi del centrodestra, nel ciclo amministrativo precedente, non leggevate abbastanza.
«...oppure, ed è questa la verità, vuol dire che adesso si sprecano risorse, mentre si vogliono far pagare sempre più tasse ai cittadini».
In effetti il presidente Burlando, l’assessore Pittaluga non perdono occasione per dire che non ci sono soldi, che è tutta colpa del governo.
«Appunto. Nel frattempo, minacciano la scure fiscale. Emerge l’esigenza di manovre correttive, ma non si intravede una programmazione di ampio respiro delle politiche di questa giunta, e di questa maggioranza, per realizzare gli obiettivi e le promesse elettorali».
Non sarà troppo severo nei giudizi?
«Questa non è propaganda a buon mercato. Basta guardare ai fatti. La Regione stanga, ma non guarda alla spese superflue. In sostanza: si sente parlare di nuovi prelievi dalle tasche dei contribuenti, e contemporaneamente non si vedono, neanche all’orizzonte, provvedimenti correttivi o tagli agli sprechi».
Ma allora non si tratta di due o tre giornali in più?
«Altro che due o tre giornali in più. A parte il fatto che 50mila euro, cioè cento milioni delle vecchie lire, non sono certo una bazzecola, c’è ben altro».
Registriamo.
«Innanzi tutto sono cresciute in modo significativo le spese di funzionamento della giunta e del consiglio, a seguito della decisione di aumentare il numero degli assessori e dei consiglieri».
Sembravano più che sufficienti così.
«Per loro, no. Sono aumentati anche consulenti e consulenze. Non si contano i comandi e i distacchi di personale proveniente da altri enti, e in particolare dal Comune. Non basta: si fa ricorso a consistenti prelievi dal Fondo di riserva, 480mila euro, per far fronte a spese ingiustificate e ingiustificabili secondo le regola della sana amministrazione. E questo, un mese dopo l’approvazione del documento di contabilità generale».
Lei ha parlato di spese pazze.
«E non ritratto nulla, anzi, i più recenti provvedimenti mi confermano nel giudizio drastico. A parte i soldi in più spesi all’edicola, sarebbe il caso che la giunta Burlando spiegasse ai cittadini della Liguria come si conciliano l’aumento delle tasse e la richiesta di sacrifici con alcune spese di rappresentanza sostenute, in particolare, dal presidente».
Qualche esempio?
«Clamoroso. Come la missione in Libia, con tanto di seguito e aereo privato. Poi c’è l’annuncio dell’apertura di missioni all’estero, a New York, Shanghai. Come se fosse la Regione a dover fare politica estera. Infine, ma solo per limitarci alle questioni più macroscopiche, la regalia, sotto forma di abbuono dell’affitto, promessa dall’assessore Vesco ai no global dei centri sociali».
Ma allora i soldi ci sono.
«Ci sono e non ci sono... È un’acrobazia contabile che non si capisce, anche perché la giunta non risponde. Ma io non ci sto. Ho già presentato due interpellanze urgenti, dovranno chiarire. A me e a tutti i cittadini liguri».