Morgillo: «Su Genova ha ragione Scandroglio»

(...) Con i duri e puri, per capirci. Ai quali, sempre nell’ipotesi di un nuovo scacchiere politico del centrodestra, potrebbe anche aggiungersi Marco Melgrati. Così come in questo gioco degli incastri, scoppierebbero le coppie ormai consolidate Rosso-Scandroglio, Della Bianca-Vinai. Mentre dal lato dei sostenitori di un governissimo col centrosinistra, spunterebbero i nomi di Franco Rocca, Alessio Saso, Gino Garibaldi e Roberto Bagnasco, in quanto vicini a Scandroglio, così come il cattolico Pierluigi Vinai. Oltre all’adesione ormai certa di Luigi Morgillo che l’altro giorno, in un lungo comunicato si è schierato apertamente dalla parte del coordinatore regionale e del suo accordo con la sinistra.
Non solo, ha anche lanciato un appello perché Pdl e Terzo Polo trovino presto un’intesa. «Bene ha fatto a lanciare la “provocazione” sul patto per Genova e ancora meglio ha fatto a precisare e specificare il senso delle sue dichiarazioni che non possono essere relegate ad una boutade...Mi meraviglio che molti si ostinino a non volere guardare in faccia questa realtà preferendo nascondersi dietro a luoghi comuni (inciuci, tradimenti, mancanza di idee, ecc.) ogni volta che si inizia a discutere», scrive il vicepresidente del consiglio regionale che fa leva, così come aveva fatto l’onorevole Scandroglio, sulla situazione di emergenza della Superba.
«Genova è una delle poche grandi città italiane ancora attraversate nel suo centro abitato da un’autostrada, la città del Nord con la più alta percentuale di disoccupati, quella con la percentuale più bassa di raccolta differenziata, con la più grande discarica per rifiuti d’Italia, con ottimi servizi sociali, ma costosissimi e che producono gravi diseconomie, con la Asl genovese che è quella con il disavanzo più alto di tutta la Liguria e con l’azienda del trasposto pubblico che è vicina al collasso».
Genova - continua Morgillo nel suo elenco - è anche la città che ha subito e subisce più di altre la crisi industriale e che rischia di dovere pagare un alto costo in termini di posti di lavoro se non saranno affrontate e risolte positivamente la crisi di Fincantieri, Finmeccanica. «Possono essere in grado i singoli schieramenti politici - si chiede Morgillo - di affrontare e risolvere tali problemi senza che si instauri un rapporto di leale collaborazione tra gli stessi per cercare di cogliere tutte le opportunità che ci vengono offerte senza perderne alcuna? Personalmente la penso come l’onorevole Scandroglio e ritengo che senza un colpo di reni ed un patto serio, onesto non basato sugli assetti di potere ma sulla consapevolezza che a situazioni straordinarie si risponda con iniziative straordinarie, Genova e il resto della Liguria non ce la farà a superare questa pesante situazione, a prescindere da chi farà il sindaco e da quale sarà l’alleanza che vincerà le prossime elezioni amministrative».
Da qui l’invito al Pdl ad usare la provocazione del coordinatore regionale «per aprire un ragionamento e fare tutti gli approfondimenti del caso senza l’ossessione di dovere trovare a tutti i costi un candidato che vada bene per il nostro partito, ma con l’ambizione di partecipare, di costruire le condizioni per cui nei prossimi anni si lavori tutti per realizzare determinati obiettivi che non sono né di centrodestra né di centrosinistra, ma sono quelli che ci chiedono tutte le persone di buon senso».
Infine l’assist al Terzo Polo: «Un appello in particolare vorrei lanciarlo al Terzo Polo a Genova: se volete rappresentare un interlocutore politico serio battete un colpo perché l’unica alternativa al continuismo ed alla ottusità del gruppo dirigente che governa Genova e la Liguria è l’isolamento degli estremisti e la convergenza di tutti i moderati in un unico progetto che avrebbe già come comune denominatore principi e valori condivisi».
«La posizione di Morgillo non la capisco - replica il consigliere regionale del Pdl, Raffaella Della Bianca -. Per di più, lui è stato eletto nella circoscrizione della Spezia, per cui intervenire così a gamba tesa su Genova non è opportuno. Mischia le carte in tavola perché parla della possibilità in Regione di allargarsi ad altri partiti, ma è impossibile senza se e senza ma». La situazione che è stata fatta a livello nazionale è irripetibile e nazionale appunto, rimarca la Della Bianca. E non può essere in alcun modo riproposta su scala locale, dove al contrario «bisogna accentuare le differenze tra centrodestra e centrosinistra. Fare il contrario, in una città come la nostra, è come lavare la coscienza al centrosinistra».
Quindi, la «provocazione» di Scandroglio è destinata a spaccare il Pdl in Regione? «Si sono già viste, su eventi specifici, posizioni diverse all’interno del gruppo del Pdl - spiega lei -. Sull’alluvione ad esempio: alcuni sono stati molto più morbidi, altri nettamente più duri come me e Rosso per i quali ci sono state delle responsabilità oggettive. Discuteremo nei prossimi giorni su qual è la linea da tenere. Ci sarà un chiarimento. Anche perché così c’è il rischio di dare un’immagine di grande confusione che nuoce agli elettori e a tutto il partito. Al di là delle amministrative, anche per la strategia per le regionali». D’accordo, però la proposta di Scandroglio si riferiva proprio a un patto con la sinistra per la presa di Tursi 2012.
«La nostra politica non può essere una politica di questo tipo. Dobbiamo avere la forza di portare avanti principi riformisti a cui si ispirava Forza Italia e di cui l’Italia e Regione Liguria hanno bisogno. Io mi sono sempre opposta alle larghe intese, la mia storia da consigliere regionale lo testimonia: sempre contro a un’impostazione clientelare di chi governa».