Mori, lavorò 4 anni con Falcone e Borsellino e ora è indagato per concorso esterno

Mario Mori, il generale dei Carabinieri fondatore del Ros (Raggruppamento operativo speciale) che negli anni Settanta fu in forza ai servizi segreti militari e in seguito stretto collaboratore di Carlo Alberto Dalla Chiesa nella lotta al terrorismo, è sotto processo a Palermo con l’accusa di favoreggiamento aggravato per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995. E adesso è iscritto nel registro degli indagati della Procura di Palermo con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta della presunta trattativa tra Stato e mafia all’indomani delle stragi del 1992. In precedenza era stato assolto con sentenza definitiva per la ritardata perquisizione del covo di Salvatore Riina. Mori, quando era comandante del Gruppo dei Carabinieri Palermo 1, è stato uno tra i più stretti collaboratori di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, paradossalmente i suoi guai giudiziari sono iniziati proprio all’indomani della loro uccisione ad opera della mafia.