Morin: «Io antisemita? È una follia»

«Sono di origine ebrea, e ho passato tutta la vita a lottare contro ogni forma di razzismo. Per questo penso che la condanna che mi hanno inflitto sia sintomo di un delirio», e sia stata ispirata da alcuni «elementi integralisti israeliani». Edgar Morin, il sociologo francese di 84 anni, ieri ha commentato così la sentenza di condanna per antisemitismo e incitamento all’odio razziale inflittagli la scorsa settimana in Francia per un articolo critico nei confronti della politica di Sharon. «Le persone che mi accusano vogliono far credere che la critica della politica di Israele sia antisemitismo. E Israele, che si definisce Stato ebraico, gioca su questa confusione, fra la critica di chi fa l’occupazione della Palestina» e le opinioni antisemite. «In primo grado questa persecuzione nei miei confronti - così l’ha definita Morin - era stata a sua volta condannata, ma la sentenza di secondo grado ha rovesciato completamente il verdetto, estrapolando alcuni passaggi dal contesto del mio articolo, che per il resto è stato completamente ignorato». Morin ha spiegato che l’idea generale dello scritto era «una denuncia della situazione di guerra». La domanda che il sociologo voleva suscitare nei lettori era proprio «come fosse possibile che i discendenti degli Ebrei, che hanno vissuto quasi 2mila anni di persecuzioni, non avessero imparato nulla dalla storia, e continuassero anzi a perseguitare i palestinesi». Nell’articolo Morin sosteneva anche che «questa situazione si verifica sempre quando c’è una potenza che fa occupazione in un territorio». Dunque, non era certo possibile interpretare il testo come «una condanna etnica o razziale», tanto più da parte di una persona di «origine ebrea come me», ha sottolineato Morin.